Autore/Autori: Andrea Di Lenarda
Relazioni storiche – Congresso 2025
Il prof.Di Lenarda analizza i dati epidemiologici italiani relativi alla prescrizione nella pratica clinica dei quattro pilastri della terapia dello scompenso cardiaco, che deve essere una strategia strettamente personalizzata. Sebbene lo studio Bring-up mostri un’aderenza ottimale, con oltre il 50% dei pazienti con HFrEF in quadruplice terapia, l’implementazione nel mondo reale è significativamente inferiore. La velocità di adozione varia notevolmente tra le classi di farmaci, risultando rapida per gli SGLT2i, più lenta per gli ARNI che richiedono una titolazione. È cruciale introdurre da subito, già eventualmente alla dimissione o comuqne entro un mese, tutti e quattro i farmaci a basse dosi, per ottenere un rapido beneficio clinico. Successivamente la titolazione e “personalizzazione” della terapia è fondamentale, bilanciando tollerabilità, comorbidità e condizioni del paziente, specialmente in presenza di insufficienza renale, fattore che limita fortemente l’implementazione completa della terapia.
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| Tag | follow-up, funzione, gestione, irc, monitoraggio, prognosi, sacubitril valsartan, scompenso, sglt2i, vantaggio |



