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Come cambierà la salute. Quale spettro di malattie ci dobbiamo aspettare a causa del cambiamento climatico

Autore/Autori:

MiniMaster – Congresso 2025

Elena Azzolini analizza l’evoluzione del panorama epidemiologico globale in risposta ai cambiamenti climatici. L’intervento si focalizza su come l’alterazione degli equilibri ambientali influenzi direttamente la salute umana, portando alla diffusione di nuove patologie e alla riattivazione di malattie precedentemente controllate. Viene sottolineata l’importanza per i sistemi sanitari di adattarsi a queste sfide emergenti attraverso strategie di prevenzione mirate e una gestione consapevole delle risorse.

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Abstract

Il video MM25001 affronta il tema del cambiamento climatico e del suo impatto sulla salute globale, sottolineando come non si tratti solo di una questione ambientale, ma di una vera emergenza sanitaria. Vengono analizzate le modalità dirette e indirette attraverso cui il clima alterato influisce sul benessere umano, con particolare attenzione alle patologie cardiovascolari, respiratorie, infettive e mentali, nonché alle disuguaglianze sociali che ne amplificano gli effetti.

Meccanismi fisiopatologici

Il cambiamento climatico agisce attraverso molteplici vie: l’inquinamento atmosferico (polveri sottili, ozono troposferico) danneggia l’endotelio vascolare e il parenchima polmonare, aumentando il rischio di infarto, ictus e malattie respiratorie croniche. Le ondate di calore provocano stress termico, disidratazione e alterazioni elettrolitiche, favorendo eventi cardiovascolari acuti. Gli eventi meteorologici estremi (uragani, alluvioni) compromettono l’accesso alle cure e determinano migrazioni forzate, mentre l’espansione di vettori e patogeni (zanzare, zecche, Vibrio spp.) introduce nuove minacce infettive. La siccità e le alterazioni della catena alimentare generano malnutrizione e insicurezza alimentare, con ripercussioni metaboliche e immunologiche.

Diagnostica

La diagnosi delle patologie climate-correlate richiede un alto indice di sospetto clinico. Per il colpo di calore, la valutazione si basa sulla triade: ipertermia (>40°C), alterazioni neurologiche e recente esposizione a calore estremo o sforzo fisico. La diagnostica strumentale (ECG, biomarcatori cardiaci, imaging toracico) è essenziale per identificare danno miocardico e polmonare acuto. Le malattie infettive emergenti necessitano di test sierologici e molecolari specifici (PCR per dengue, Zika, ecc.), mentre la sorveglianza ambientale e la mappatura dei vettori sono cruciali per la prevenzione.

Trattamento

Il trattamento del colpo di calore è un’emergenza che richiede raffreddamento rapido (immersione in acqua fredda), reidratazione endovenosa e supporto delle funzioni vitali, con eventuale ricovero in terapia intensiva. Per le patologie cardiovascolari aggravate dall’inquinamento, si raccomanda la gestione standard delle sindromi coronariche e dello scompenso cardiaco, unita a misure di riduzione dell’esposizione (mascherine, purificatori d’aria). La prevenzione delle malattie infettive si basa sull’uso di repellenti, vaccinazioni (dove disponibili) e controllo dei vettori. Il settore sanitario deve ridurre la propria impronta ecologica (plastica monouso, telemedicina, energia rinnovabile) per mitigare il circolo vizioso clima‑salute.

Conclusioni

Il cambiamento climatico rappresenta una sfida senza precedenti per la medicina contemporanea, ma anche un’opportunità per ripensare modelli assistenziali più sostenibili e integrati. È urgente investire in ricerca, politiche di adattamento e collaborazione internazionale per proteggere le popolazioni vulnerabili, in particolare anziani, bambini e comunità a basso reddito. L’approccio One Health, che lega salute umana, animale e ambientale, deve diventare il paradigma guida per affrontare questa minaccia globale.

Video MM25001 addresses climate change and its impact on global health, emphasizing that it is not only an environmental issue but a true health emergency. The direct and indirect pathways through which altered climate affects human well-being are analyzed, with special focus on cardiovascular, respiratory, infectious and mental diseases, as well as the social inequalities that amplify their effects.

Pathophysiology

Climate change acts through multiple mechanisms: air pollution (fine particulate matter, tropospheric ozone) damages vascular endothelium and lung parenchyma, increasing the risk of myocardial infarction, stroke and chronic respiratory diseases. Heat waves cause thermal stress, dehydration and electrolyte imbalances, precipitating acute cardiovascular events. Extreme weather events (hurricanes, floods) disrupt access to care and trigger forced migration, while the expansion of vectors and pathogens (mosquitoes, ticks, Vibrio spp.) introduces new infectious threats. Drought and alterations in the food chain lead to malnutrition and food insecurity, with metabolic and immunological repercussions.

Diagnosis

Diagnosis of climate-related diseases requires a high index of clinical suspicion. For heat stroke, evaluation is based on the triad: hyperthermia (>40°C), neurological alterations and recent exposure to extreme heat or physical exertion. Instrumental diagnostics (ECG, cardiac biomarkers, chest imaging) are essential to identify acute myocardial and pulmonary damage. Emerging infectious diseases need specific serological and molecular tests (PCR for dengue, Zika, etc.), while environmental surveillance and vector mapping are crucial for prevention.

Treatment

Treatment of heat stroke is an emergency requiring rapid cooling (cold‑water immersion), intravenous rehydration and vital support, with possible intensive care admission. For cardiovascular diseases aggravated by pollution, standard management of acute coronary syndromes and heart failure is recommended, together with exposure reduction measures (masks, air purifiers). Prevention of infectious diseases relies on repellents, vaccines (when available) and vector control. The healthcare sector must reduce its ecological footprint (single‑use plastics, telemedicine, renewable energy) to break the climate‑health vicious cycle.

Conclusions

Climate change represents an unprecedented challenge for contemporary medicine, but also an opportunity to rethink more sustainable and integrated care models. Investment in research, adaptation policies and international collaboration is urgently needed to protect vulnerable populations, especially the elderly, children and low‑income communities. The One Health approach, linking human, animal and environmental health, must become the guiding paradigm to address this global threat.

Trascrizione

Introduzione al cambiamento climatico e salute globale (00:00:00)

Salve a tutti, è un vero piacere per me avere l’opportunità di affrontare con voi un tema sempre più cruciale nel dibattito scientifico e sanitario, il cambiamento climatico. Insieme esploreremo il suo impatto sulla salute globale, analizzando come stia trasformando il panorama delle malattie e quali nuove minacce dovremo affrontare nel prossimo futuro.

Slogan e impatti diretti e indiretti (00:00:21)

Questo celebre slogan ci ricorda che il cambiamento climatico non è soltanto una questione ambientale ma una vera emergenza per la salute globale con ripercussioni sempre più tangibili sui pazienti e sui sistemi sanitari di tutto il mondo. Il cambiamento climatico può influenzare la salute umana in modo diretto o indiretto attraverso diverse dinamiche.

Definizione di impatti diretti e indiretti (00:00:44)

Si parla di impatti diretti quando la forzante meteoclimatica e dunque l’alterazione dell’equilibrio del sistema atmosferico e climatico agisce direttamente sulla nostra salute. Si parla di impatti indiretti quando l’impatto sulla salute è invece mediato da fattori non climatici ma che sono a loro volta conseguenza di fattori climatici. Il cambiamento climatico influisce direttamente sulla qualità dell’aria e sugli eventi meteorologici estremi.

Inquinamento atmosferico e mortalità (00:01:15)

L’inquinamento atmosferico aggrava malattie cardiovascolari e respiratorie, causando in Italia ogni anno circa 66.000 morti premature attribuibili all’esposizione a polveri sottili e ossidi di azoto, come riportato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. L’aumento delle temperature e della siccità prolungata favorisce gli incendi boschivi, che sono una fonte principale di particolato atmosferico, con effetti dannosi anche a lunghe distanze.

Tempeste di polvere e aumento degli eventi estremi (00:01:41)

Le tempeste di polvere, ora più frequenti, trasportano particolato nell’area del Mediterraneo, aggravando i problemi di eredità e risorse idriche. Dal 1950 gli eventi estremi sono aumentati in modo significativo, le ondate di calore sono più frequenti e le precipitazioni intense più frequenti e violente, causando piogge forti e improvvise. Solo nel 2023 in Italia si sono registrati 378 eventi estremi, con un aumento del 22% rispetto agli anni precedenti.

Riscaldamento globale e popolazione anziana (00:02:11)

Il riscaldamento globale è la causa principale di questi fenomeni, poiché l’accumulo di gas serra ha alterato gli equilibri climatici, aumentando la probabilità di eventi estremi su oltre l’80% della superficie terrestre. Proprio di recente è stato pubblicato questo interessante studio che analizza l’impatto prevalentemente diretto del cambiamento climatico sulla salute della popolazione anziana, già vulnerabile a causa di condizioni croniche e isolamento sociale.

Temperature estreme e patologie negli anziani (00:02:40)

Le temperature estreme possono esacerbare patologie preesistenti, come malattie cardiache e respiratorie, oltre ad aumentare il rischio di cadute e sindrome geriatriche, tra cui la nota ipotensione ortostatica. I disastri climatici possono compromettere l’accesso alle cure mediche essenziali e ai servizi di supporto, mettendo ulteriormente a rischio questa fascia di popolazione.

Inquinamento e malattie neurologiche (00:03:04)

L’inquinamento atmosferico, infine, è associato all’incremento degli eventi cardiovascolari e delle malattie respiratorie, oltre a un maggior rischio di patologie neurologiche, tra cui demenza e morbo di Parkinson. Oltre agli impatti diretti, il cambiamento climatico può influenzare anche indirettamente la salute.

Diffusione di malattie infettive (00:03:22)

L’aumento delle temperature e le alterazioni nei modelli di precipitazione stanno creando condizioni favorevoli alla diffusione di malattie infettive come malaria, dengue, zika e cicungunia, con l’espansione delle zanzare Edes-Egipti e Edes-Albopictus in nuove aree precedentemente considerate sicure. Aumentano anche rischi per la sicurezza alimentare, con eventi estremi e temperature più alte che minacciano la produzione agricola e favoriscono le tosse infezioni alimentari.

Migrazione climatica e pressione sui sistemi sanitari (00:03:48)

Inoltre, l’innalzamento delle temperature, la desertificazione e l’innalzamento del livello del mare stanno causando un fenomeno noto come migrazione climatica, costringendo milioni di persone ad abbandonare le proprie terre mettendo sotto pressione le infrastrutture urbane e aumentando il rischio di tensioni geopolitiche e conflitti. L’afflusso di migranti climatici verso le aree urbane genera sovraffollamento, mettendo sotto pressione le infrastrutture cittadine e i servizi essenziali, tra cui il sistema sanitario.

Sfruttamento delle risorse e circolo vizioso (00:04:19)

Il crescente sfruttamento delle risorse naturali locali come l’acqua potabile e il suolo coltivabile può alimentare tensioni sociali ed economiche aumentando il rischio di instabilità politica e conflitti. La scarsità di risorse idriche compromette anche le condizioni igienico-sanitarie di base, favorendo la diffusione di infezioni cutanee, patologie gastrointestinali e altre malattie legate alla scarsa igiene. Questo fenomeno colpisce in modo particolare le comunità più vulnerabili.

Circolo vizioso e framework di analisi (00:04:47)

creando un circolo vizioso tra crisi ambientale, povertà e salute precaria. Ora che abbiamo visto come il cambiamento climatico possa influenzare la nostra salute sia in modo diretto che indiretto, utilizzeremo un framework pubblicato nel 2019 e suddiviso in 10 categorie per analizzare nel dettaglio i principali impatti sulla salute.

Malattie respiratorie e ondate di calore (00:05:08)

Dalle malattie respiratorie alla fertilità esamineremo le minacce più rilevanti per il nostro benessere e dove possibile individueremo strategie di prevenzione per mitigarne gli effetti. Partiamo quindi dall’analisi di come il cambiamento climatico peggiora le malattie respiratorie, aggravando condizioni come asma e BPCO. Le ondate di calore, soprattutto con alta umidità, rendono la respirazione più difficile e aumentano il rischio di ospedalizzazione, soprattutto nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica.

Stagioni polliniche e inquinamento (00:05:37)

Le stagioni polliniche più lunghe ed intense portano a maggiore esposizione agli allergeni, aumentando le crisi asmatiche, mentre l’interazione tra inquinamento atmosferico e allergeni intensifica le reazioni allergiche. L’inquinamento atmosferico causato dalla combustione di combustibili fossili compromette la qualità dell’aria. L’ozono troposferico, per esempio, è un potente irritante polmonare che può scatenare crisi asmatiche durante le giornate calde.

Educazione dei pazienti e pratiche sostenibili (00:06:02)

È fondamentale educare i nostri pazienti sui rischi e sulle misure di protezione, come evitare l’esposizione durante le ondate di calore e le stagioni polliniche e adottare pratiche cliniche più sostenibili, come l’uso di inalatori a polvere secca per ridurre l’impatto ambientale. La pelle, principale organo protettivo, è particolarmente suscettibile ai danni da esposizione a raggi ultravioletti, che favoriscono l’invecchiamento cutaneo, l’immunosoppressione e la carcinogenesi, contribuendo ai tumori cutanei.

Correlazione tra temperature e tumori cutanei (00:06:30)

Uno studio su 1.757 pazienti in Repubblica cieca ha mostrato una correlazione tra l’aumento delle temperature medie e l’intensificazione dell’indice ultravioletto, con aumento dei tumori cutanei. Tra il 1961 e il 2019 le temperature medie sono aumentate di 1,7 gradi, con una maggior frequenza di ondate di calore e prolungata esposizione ai raggi ultravioletti, portando a 52 casi di tumori cutanei maligni e 5 lesioni precancerose.

Fattori di rischio e prevenzione cutanea (00:07:00)

Fattori come una maggiore esposizione solare, l’invecchiamento della popolazione, l’assottigliamento dello strato di ozono e stili di vita più all’aperto contribuiscono a questa tendenza. È fondamentale adottare strategie preventive come protezione solare, diagnosi precoce nonché politiche sanitarie per contrastare l’aumento dei tumori cutanei legati ai cambiamenti climatici. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morbidità e mortalità a livello globale.

Malattie cardiovascolari e cambiamento climatico (00:07:29)

Nonostante progressi nei trattamenti e nella prevenzione, i cambiamenti climatici minacciano di compromettere questi risultati positivi. L’aumento delle temperature, l’inlanciamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi possono influenzare la salute cardiovascolare tramite diversi meccanismi fisici e socio-economici.

Revisione sistematica su stress ambientali e CV (00:07:48)

Questa revisione sistematica esamina l’associazione tra stress ambientali legati a cambiamenti climatici e gli esiti cardiovascolari avversi, con particolare attenzione alla morbilità, mortalità e utilizzo dei servizi sanitari. La ricerca, che ha analizzato studi pubblicati tra il 1970 e il 2023, ha incluso 492 articoli che esplorano le esposizioni ambientali e risultati cardiovascolari.

Esposizioni ambientali considerate (00:08:13)

Le esposizioni ambientali considerate includono temperature estreme, ozono troposferico, fumo da incendi boschivi e eventi meteorologici estremi. Lo studio evidenzia che in cambiamenti climatici aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. Le temperature estreme sono correlate ad un aumento della mortalità cardiovascolare, con ogni giorno in più di esposizione al caldo estremo, che comporta un incremento dello 0,12% nella mortalità mensile negli Stati Uniti.

Effetti su popolazioni vulnerabili e ozono (00:08:41)

Gli effetti sono più gravi tra anziani, popolazioni minoritarie e a basso reddito. Lo zona troposferico, combinato con il caldo, aumenta il rischio cardiovascolare con il 62% degli studi che ha riscontrato una connessione con la mortalità. L’associazione con la morbidità è meno coerente. Il fumo da incendi boschivi è correlato all’aumento delle ospedalizzazioni per malattie schemiche e arresti cardiaci, ma solo il 40% degli studi ha trovato un’associazione con la mortalità cardiovascolare.

Eventi meteorologici estremi e urgenza di ridurre gas serra (00:09:11)

Gli eventi meteorologici estremi come uragani e tempeste di polvere sono fortemente legati a un aumento della morbidità e mortalità cardiovascolare, con effetti che possono persistere per mesi. Lo studio sottolinea l’urgenza di ridurre l’emissione di gas serra e proteggere le popolazioni vulnerabili e la necessità di adattare sistemi sanitari per far fonte a questi impatti. Il rapporto tra clima e salute è bidirezionale.

Impronta ecologica del settore sanitario (00:09:36)

Il settore sanitario, pur svolgendo un ruolo fondamentale nella cura della salute, ha un impatto significativo sul cambiamento climatico ed è responsabile di circa il 4,4% delle emissioni globali di gas serra. Le principali fonti di emissioni provengono dal funzionamento delle strutture sanitarie, dalla produzione di farmaci e dispositivi medici, dal trasporto e dalla produzione alimentare destinata ai sistemi sanitari. È quindi cruciale che i professionisti sanitari riducano la loro impronta ecologica.

Strategie sostenibili in cardiologia (00:10:05)

partendo dalla valutazione dell’impronta di carbonio, in particolare nelle aree ad alto consumo di risorse come la cardiologia intensiva e laboratorio di cateterismo. Una volta identificato l’impatto, si possono adottare strategie sostenibili per ridurre sprechi ed eccessi energetici, coinvolgendo leadership sanitaria e società scientifiche.

Azioni chiave e telemedicina (00:10:26)

Le azioni chiave includono la riduzione della plastica monouso, l’uso di energie rinnovabili, l’ottimizzazione dei trasporti e la promozione di pratiche cliniche sostenibili, come la riduzione dei esami diagnostici superflui. La telemedicina, ove possibile, rappresenta un ulteriore strumento per contenere l’impatto ambientale. Il cambiamento climatico ha intensificato le ondate di calore con un aumento del 54% della mortalità legata al calore tra gli over 65 negli ultimi 20 anni.

Frequenza delle ondate di calore e malattie da calore (00:10:55)

Le ondate di calore che prima si verificavano ogni 10 anni ora sono previste essere 5 volte più frequenti e quelle che si verificavano ogni 50 anni potrebbero accadere 14 volte più spesso. Questo porta ad un incremento delle malattie da calore, come il colpo di calore, che colpisce sia persone con condizioni preesistenti che soggetti sani durante sforzi intensi.

Gruppi a rischio e isole di calore urbane (00:11:17)

I gruppi più a rischio includono anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con patologie preesistenti, atleti e lavoratori all’aperto. Fattori socio-economici come l’appartenenza a comunità a basso reddito o a minoranze etniche aumentano l’esposizione al rischio soprattutto a causa delle isole di calore urbane. È necessaria una combinazione di interventi individuali e collettivi

Misure preventive e presentazione clinica del colpo di calore (00:11:41)

tra cui identificare i pazienti vulnerabili, migliorare la tolleranza al calore, garantire accesso a idratazione e ambienti climatizzati e implementare sistemi di allerta precoce e zone fresche urbane. La presentazione clinica del colpo di calore dipende dalla sua gravità. I principali segni includono ipertermia, con temperatura corporea superiore a 40 gradi, anomali neurologiche come confusione, delirio e convulsioni e una recente esposizione a caldo estremo o sforzo fisico.

Segni distintivi e diagnosi rapida (00:12:12)

Nel colpo di calore da sforzo la sudorazione può essere presente, mentre nel colpo di calore classico la pelle è calda e secca. La diagnosi deve essere rapida, con un alto indice di sospetto, poiché le malattie da calore possono verificarsi anche al di fuori delle ondate di calore ufficiali. È cruciale valutare rapidamente l’esposizione al calore del paziente, misurare la temperatura corporea e monitorare lo stato mentale.

Trattamento del colpo di calore e ricovero in terapia intensiva (00:12:38)

Il trattamento del colpo di calore è un’emergenza che richiede un raffreddamento rapido, preferibilmente con immersione in acqua fredda o ghiacciata. È essenziale anche supportare le funzioni vitali e garantire una corretta reidratazione tramite somministrazione endovenosa. In caso di colpo di calore grave, il ricovero in terapia intensiva è necessario per gestire potenziali complicanze multiorgano. Questo è solo uno dei tanti esempi di titoli giornalistici che leggiamo sempre più frequentemente.

Caso concreto: ospedale di Vercelli (00:13:08)

In questo caso si tratta di una notizia di quest’estate relativa all’ospedale di Vercelli dove nei primi giorni di agosto si è registrato un aumento del 23% degli accessi al pronto soccorso rispetto allo stesso periodo del 2023 con una crescita del 28% dei ricoveri. In particolare si è osservato un incremento del 46% dei picchi di accesso e un aumento significativo dei casi più gravi passati dal 2,6% al 5% del totale.

Diagnosi correlate all’ondata di calore (00:13:36)

Le diagnosi più frequenti all’ingresso, disidratazione, colpo di calore, sincope e collasso erano direttamente correlabili all’ondata di calore. Gli ospedali si trovano sempre più spesso a gestire un numero crescente di pazienti affetti da colpi di calore, disidratazione e complicanze cardiovascolari e respiratorie, il tutto in un contesto, come ben sappiamo, di risorse sanitarie già sotto pressione. Il cambiamento climatico sta aggravando una crisi alimentare globale già allarmante.

Crisi alimentare e denutrizione (00:14:06)

Secondo la FAO, tra 720 e 811 milioni di persone nel mondo sono affette da denutrizione cronica e 2,3 miliardi da malnutrizione. Gli eventi estremi come siccità prolungate, uragani e alluvioni hanno un impatto devastante sulla produzione agricola, distruggendo raccolti e compromettendo le riserve alimentari. Inoltre, il riscaldamento globale favorisce la proliferazione di batteri patogeni negli alimenti, aumentando il rischio di tossi e infezioni e l’insicurezza alimentare.

One Health e dieta mediterranea (00:14:34)

Lo studio sul Nutrition, Metabolismo e Cardiovascular Diseases esplora l’interconnessione tra nutrizione e salute pubblica e cambiamento climatico, promuovendo l’approccio One Health, che considera inseparabili la salute umana, animale e ambientale. Sottolinea l’importanza di scelte alimentari sostenibili, come la dieta mediterranea, che riduce l’emissione di carbonio e allevia la pressione sui sistemi alimentari, e di migliorare l’alfabetizzazione alimentare e colmare il divario tra ricerca e politiche pubbliche.

Impatto su agricoltura, pesca e bestiame (00:15:05)

Il cambiamento climatico sta aumentando le difficoltà per gli agricoltori nella produzione di cibo sicuro, con effetti negativi sia nei campi che nelle catene alimentari post-raccolto. L’aumento delle temperature e l’acidificazione degli oceani stanno impattando negativamente sulla pesca e sugli ecosistemi acquatici. Inoltre, il riscaldamento globale causa stress termico nel bestiame, favorendo la diffusione di patogeni zoonotici.

Patogeni alimentari emergenti (00:15:30)

Eventi estremi come siccità, inondazioni e l’inalzamento del livello del mare distruggono terre agricole e causano migrazioni forzate. La FAO ha evidenziato come il cambiamento climatico stia alterando la sicurezza alimentare, favorendo la diffusione di patogeni come Salmonella e Campylobacter, la cui incidenza aumenta con le temperature. Anche Vibrovolnificus, un patogeno che causa gravi malattie attraverso i frutti di mare crudi, sta diventando più diffuso con il riscaldamento degli oceani.

Fioriture algali tossiche e mercurio (00:16:00)

Le fioriture algali tossiche contaminano pesci e frutti di mare, mentre l’intossicazione da ciguatera dovuta a tossine accumulate nei pesci sta diventando un problema crescente, soprattutto nell’area del Pacifico. L’aumento della temperatura sta accelerando lo scioglimento del permafrost, rilasciando mercurio nei corpi idrici, dove si trasforma in metilmercurio, un elemento altamente tossico per la salute umana. Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo anche sulla salute mentale.

Salute mentale e eventi estremi (00:16:31)

Le comunità colpite da eventi estremi, come alluvioni, uragani o incendi, non affrontano solo perdite materiali, ma anche gravi conseguenze psicologiche, tra cui ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico. La perdita della casa, del lavoro di persone care, può lasciare ferite emotive profonde e durature. Un fenomeno sempre più diffuso è l’eco-ansia, una sensazione di angoscia e paura legata alla crisi climatica e alle sue conseguenze future.

Eco-ansia e disuguaglianze sociali (00:17:01)

Questo disagio colpisce soprattutto i giovani, che si trovano ad affrontare un’incertezza senza precedenti sul mondo che erediteranno. Anche la sua nostalgia e il dolore psicologico legato alla trasformazione e degradazione dell’ambiente sta diventando sempre più comune. Le disuguaglianze sociali ed economiche aggravano ulteriormente il problema. Le persone a basso reddito sono più esposte a stress ambientali, come il caldo estremo e l’inquinamento, ma hanno minori risorse per affrontarne le conseguenze.

Migrazione forzata e stress psicologico (00:17:32)

La migrazione forzata, causata da fattori come l’innalzamento del livello del mare e la povertà, rappresenta un ulteriore fattore di stress psicologico, colpendo in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione. Per affrontare queste sfide è essenziale investire nella ricerca sulla salute mentale e rafforzare le politiche di adattamento e mitigazione del cambiamento climatico.

Collaborazione internazionale per la salute mentale (00:17:54)

Una maggior collaborazione internazionale può aiutare a gestire gli effetti psicologici di questa crisi globale e garantire un supporto adeguato alle comunità più colpite. L’aumento della temperatura globale, con un incremento previsto di un grado e mezzo entro il 2040, sta modificando significativamente la diffusione delle malattie trasmesse da insetti. Il riscaldamento globale prolunga la stagione di attività e ampia l’areale di vettore come zanzare e zecche, aumentando il rischio di trasmissione di patogeni.

Nuovi patogeni negli Stati Uniti (00:18:24)

Negli Stati Uniti, negli ultimi anni, sono stati rilevati patogeni precedentemente non endemici, tra cui il virus West Nile, Powassan e Zika. Questi cambiamenti indicano una crescente minaccia per la salute pubblica, richiedendo strategie di sorveglianza e controllo più efficaci per contenere la diffusione di queste malattie emergenti. Oltre all’aumento delle temperature, altri fattori ambientali e antropici influenzano la diffusione delle malattie trasmesse da vettori.

Perdita di habitat e urbanizzazione (00:18:52)

Un’analisi di 50 studi pubblicati tra il 2016 e il 2021 mostra che la perdita di habitat, il cambiamento nell’uso del suolo, l’urbanizzazione e l’uso dei pesticidi stanno alterando le dinamiche tra patogeni, vettori e ospiti. Specie come Edes egipti e Edes albopictus si stanno espandendo verso latitudini più settentrinali, aumentando il rischio di infezioni come dengue, cikunguni e zika.

Approccio integrato per la sorveglianza (00:19:18)

Per affrontare questa sfida è fondamentale un approccio integrato che combini monitoraggio ambientale, prevenzione e strategie di mitigazione del rischio epidemiologico globale. Un piccolo accenno alle principali malattie vettore correlate in aumento a causa del cambiamento climatico. La malaria, causata da proteozoidi del genere Plasmodium, è trasmessa dalle zanzare Anopheles. Il parassita invade il fegato e i globuli rossi, provocando febbre ciclica, anemia e, nei casi più gravi, insufficienza d’organo.

Malaria e dengue (00:19:49)

Dengue, dovuto a un virus trasmesso dalla zanzara edes, si manifesta con febbre alta, dolori muscolari e articolari. Una seconda infezione con un serotipo diverso può causare la forma emorragica, con rischio di shock e complicanze grave. Cikungunya, causata dal virus cikungunya e trasmessa dagli zanzari edes, provoca febbre e dolori articolari intensi, che possono persistere per mesi o addirittura anni. In rari casi può portare a complicanze neurologiche. Zika.

Zika e complicanze in gravidanza (00:20:20)

Provocata dal virus Zika e diffusa dai zanzari edes, questa infezione è spesso asintomatica o causa sintomi lievi come febbre ed eruzione cutanea. Tuttavia, durante la gravidanza può determinare gravi malformazioni fetali, come la microcefalia. La protezione dalle malattie trasmesse da insetti artropodi si basa su due strategie principali, evitare le punture e ridurre la proliferazione dei vettori.

Prevenzione delle punture e repellenti (00:20:45)

per prevenire le punture è consigliato indossare abiti chiari e lunghi applicare i repellenti contenenti d’hit fino al trenta per cento in gravidanza e al dieci per cento nei bambini sopra i sei mesi ed evitare l’uso di profumi che possano attrarre gli insetti durante attività all’aperto è preferibile restare sui sentieri e evitare il contatto con la vegetazione al rientro è importante controllare il corpo e gli abiti fare una doccia e lavare gli indumenti per rimuovere eventuali parassiti se si trova una zecca attaccata alla pelle

Rimozione delle zecche e igiene (00:21:15)

va rimossa con pinzette a punta fine, afferrandola vicino alla testa, evitando di schiacciarla o torcerla. Dopo la rimozione, la zona deve essere disinfettata e le mani lavate accuratamente. Per limitare la proliferazione dei vettori, è fondamentale eliminare ristagni d’acqua, svuotando settimanalmente vasi sottovasi e contenitori. È utile mantenere puliti gli spazi verdi, controllare regolarmente gli animali domestici e conservare correttamente cibo e rifiuti, per prevenire la presenza di roditori.

Zoonosi e cambiamento climatico (00:21:47)

Il cambiamento climatico sta favorendo la diffusione delle zoonosi, malattie che si trasmettono tra esseri umani e animali. Modificando le condizioni ambientali come precipitazioni e temperature, il cambiamento climatico influisce sul comportamento e sulla distribuzione di animali ospiti, come eroditori, che trasmettono malattie come la peste e l’antavirus, con un aumento della loro incidenza e diffusione verso aree più alte e settentrionali.

Influenza aviaria e funghi patogeni (00:22:12)

Inoltre, la distruzione degli habitat sta forzando molte specie a spostarsi, favorendo la trasmissione di patogeni come l’influenza aviaria, che ha infettato oltre 7500 uccelli negli Stati Uniti e ha mostrato trasmissioni tra specie animali, inclusi mammiferi. Circa 300 specie di funghi possono infettare l’uomo. Sebbene la temperatura corporea sia un fattore protettivo contro le infezioni fungine, la deriva climatica ha portato all’adattamento dei patogeni a temperature più alte.

Candida auris e Sporotrix brasiliensis (00:22:40)

Tra i principali patogeni ci sono Candida auris e Sporotrix brasiliensis. Candida auris è noto per la sua resistenza ai farmaci e alta endemicità, mentre Sporotrix brasiliensis, originariamente un patogeno vegetale, è diventato ozonotico a causa del cambiamento climatico. Il fungo coccidioides, responsabile della coccidioidomicosi, prolifera nei suoli desertici dopo periodi umidi e può essere inalato quando il vento o le attività umane sollevano le spore.

Coccidioidomicosi e raccomandazioni CDC (00:23:10)

Studi suggeriscono che entro il 2100 la rendemica della malattia negli USA potrà più che raddoppiare, con un aumento del 50% dei casi. Eventi estremi come l’inverno piovoso in California potrebbe aggravare la situazione. Il CDC raccomanda l’uso di mascherine N95 e la permanenza in luoghi chiusi durante le tempeste di polvere, ma l’efficacia di queste misure non è ancora dimostrata.

Vibrio species e infezioni marine (00:23:34)

L’aumento del livello dei mari e delle temperature globali ha favorito i vibrospecies, batteri acquatici gram negativi, asporigini, mesofili, che vivono nelle acque marine e salmastre di tutto il mondo e che causano infezioni nei tessuti molli, gastroenteriti e sepsi, con una mortalità superiore al 50%. Si diffondono facilmente nelle aree colpite da oragani. Altri patogeni legati all’inanziamento dei mari includono Campylobacter, Escherichia coli e Cryptosporidium.

Malattie trasmesse dall’acqua (00:24:04)

Le malattie infettive trasmesse dall’acqua, come coleret e febbre tifoide, sono veicolate da acqua contaminata, alimenti marini, pesce, molluschi, frutta e verdura. Il cambiamento climatico sta alterando i modelli di precipitazione, la salinità e la temperatura dell’acqua, influenzando la sopravvivenza di batteri e virus. Ad esempio, il rischio di infezioni da salmonella aumenta dal 5 al 10% per ogni incremento di un grado nella temperatura globale.

Incendi in California e impatti respiratori (00:24:32)

Negli ultimi anni gli incendi nel sud della California sono diventati più frequenti e intensi, con gravi impatti sulla salute umana. Fattori climatici come alte temperature, siccità e eventi forti, insieme all’urbanizzazione nelle zone vulnerabili, hanno aumentato il rischio per le popolazioni.

Particolato e malattie cardiovascolari da incendi (00:24:48)

Gli incendi rilasciano particolato fine PM2.5 e sostanze tossiche che causano irritazione respiratoria, aggravano condizioni come asme e VPCO e aumentano il rischio di infezioni polmonari e problemi cardiovascolari come infarte e ictus. L’esposizione prolungata può danneggiare anche la funzione polmonare. Nel 2024 la Regione Emilia Romagna ha affrontato due eventi alluvionali significativi, uno tra il 17 e il 19 settembre e un altro tra il 19 e il 20 ottobre.

Alluvioni in Emilia Romagna e precipitazioni estreme (00:25:16)

Entrambi gli eventi sono stati innescati da precipitazioni estreme che hanno messo sotto pressione il sistema ideografico e le aree densamente popolate. Durante il primo evento sono stati registrati valori di precipitazione fino a 360 mm, con 285 mm caduti in sole 24 ore. Le abbondanti pioggia hanno provocato gravi fenomeni di piena nei bacini fluviali dell’Idice, Silla, Rosanterno, Segno, Lamone e Montone.

Rischio infettivo post-alluvione (00:25:43)

causando il superamento e il crollo degli argini e l’inondazione di diversi centri abitati. A seguito delle inondazioni, il rischio di malattie infettive è aumentato notevolmente. L’acqua contaminata e la mancanza di servizi igienici dovute agli spostamenti della popolazione verso zone più sicure hanno favorito la diffusione di infezioni cutanee e di malattie infettive trasmesse dall’acqua, come scherichia coli, epatite A ed E e patologie da vibrio, tra cui colera.

Impatto della siccità sulla salute (00:26:11)

La siccità ha impatti variabili a seconda di fattori come la gestione dell’acqua, l’uso del suolo, lo sviluppo economico e la vulnerabilità delle popolazioni. Aumenta il rischio di incidenti boschivi e tempeste di polvere, peggiorando la qualità dell’aria e aggravando malattie respiratorie come asme e BPCO, oltre a favorire infezioni come bronchite e polmonite. Gli effetti sulla salute possono essere sia a breve che a lungo termine, con conseguenze difficili da monitorare.

Impatti diretti della siccità (00:26:36)

Tra gli impatti diretti vi sono la compromissione della qualità dell’acqua potabile e l’aggravamento delle condizioni di vita, inclusi i servizi sanitari e igienici. Inoltre, la siccità causa stress economico, peggiorando la salute mentale, riducendo la sicurezza alimentare e aumentando l’incidenza di malattie infettive. In Sicilia ha portato alla perdita del 50% della produzione agricola e a circa 33.000 posti di lavoro persi.

Impatto su turismo e fertilità (00:27:02)

La situazione ha anche colpito il settore turistico, con un aumento delle disdette per la scarsità d’acqua negli hotel. Lo studio di David Lam e Jeffrey Miron esplora l’influenza delle fluttuazioni di temperatura sulla fertilità umana, analizzando i dati mensili su nascite e temperature in vari paesi e stati. I ricercatori hanno scoperto che le temperature estreme estive riducono significativamente concepimenti, in particolare nelle regioni più calde, come il sud degli Stati Uniti.

Stagionalità delle nascite e temperature (00:27:30)

Questo effetto è legato alla stagionalità delle nascite, con un callo delle nascite durante la primavera e dopo i picchi di temperatura estiva. Tuttavia, le temperature molto fredde non sembrano avere un impatto sulle nascite. Anche se la temperatura gioca un ruolo nella stagionalità delle nascite, non ne spiega completamente la variabilità, in particolare nei paesi del nord Europa.

Fotoperiodo e conclusioni (00:27:53)

In questi casi altri fattori, come il fotoperiodo, ossia la durata del giorno, sembrano influire maggiormente sulla stagionalità delle nascite. Il cambiamento climatico è una sfida senza precedenti, ma è anche un’opportunità per ripensare il nostro approccio alla salute e alla medicina. Grazie per la vostra attenzione.

Introduction to Climate Change and Global Health (00:00:00)

Hello everyone, it is a real pleasure for me to have the opportunity to address with you an increasingly crucial topic in scientific and health debate: climate change. Together we will explore its impact on global health, analyzing how it is transforming the landscape of diseases and what new threats we will face in the near future.

Slogan and Direct and Indirect Impacts (00:00:21)

This famous slogan reminds us that climate change is not only an environmental issue but a true global health emergency with increasingly tangible repercussions on patients and health systems worldwide. Climate change can affect human health directly or indirectly through various dynamics.

Definition of Direct and Indirect Impacts (00:00:44)

We speak of direct impacts when the meteorological forcing, i.e., the alteration of the atmospheric and climatic system equilibrium, acts directly on our health. We speak of indirect impacts when the effect on health is mediated by non-climatic factors that are themselves a consequence of climatic factors. Climate change directly affects air quality and extreme weather events.

Air Pollution and Mortality (00:01:15)

Air pollution aggravates cardiovascular and respiratory diseases, causing in Italy about 66,000 premature deaths each year attributable to exposure to fine particulate matter and nitrogen oxides, as reported by the European Environment Agency. Rising temperatures and prolonged drought favor wildfires, which are a major source of atmospheric particulate matter, with harmful effects even at long distances.

Dust Storms and Increase in Extreme Events (00:01:41)

Dust storms, now more frequent, transport particulate matter across the Mediterranean region, worsening water heritage and resource problems. Since 1950, extreme events have increased significantly; heat waves are more frequent and intense precipitation is more frequent and violent, causing sudden heavy rains. In 2023 alone, Italy recorded 378 extreme events, a 22% increase over previous years.

Global Warming and the Elderly Population (00:02:11)

Global warming is the main cause of these phenomena, as the accumulation of greenhouse gases has altered climatic balances, increasing the probability of extreme events over more than 80% of the Earth’s surface. A recent study was published analyzing the predominantly direct impact of climate change on the health of the elderly population, already vulnerable due to chronic conditions and social isolation.

Extreme Temperatures and Diseases in the Elderly (00:02:40)

Extreme temperatures can exacerbate pre-existing conditions such as heart and respiratory diseases, as well as increase the risk of falls and geriatric syndromes, including the well-known orthostatic hypotension. Climate disasters can compromise access to essential medical care and support services, further endangering this population group.

Pollution and Neurological Diseases (00:03:04)

Finally, air pollution is associated with an increase in cardiovascular events and respiratory diseases, as well as a higher risk of neurological conditions including dementia and Parkinson’s disease. In addition to direct impacts, climate change can also indirectly affect health.

Spread of Infectious Diseases (00:03:22)

Rising temperatures and changes in precipitation patterns are creating favorable conditions for the spread of infectious diseases such as malaria, dengue, Zika, and chikungunya, with the expansion of Aedes aegypti and Aedes albopictus mosquitoes into new areas previously considered safe. Risks to food safety also increase, with extreme events and higher temperatures threatening agricultural production and promoting foodborne infections.

Climate Migration and Pressure on Health Systems (00:03:48)

Furthermore, rising temperatures, desertification, and sea level rise are causing a phenomenon known as climate migration, forcing millions of people to abandon their lands, putting pressure on urban infrastructure and increasing the risk of geopolitical tensions and conflicts. The influx of climate migrants into urban areas generates overcrowding, putting pressure on city infrastructure and essential services, including the health system.

Resource Exploitation and Vicious Cycle (00:04:19)

The growing exploitation of local natural resources such as drinking water and arable land can fuel social and economic tensions, increasing the risk of political instability and conflict. Water scarcity also compromises basic hygiene and sanitation conditions, favoring the spread of skin infections, gastrointestinal diseases, and other illnesses related to poor hygiene. This phenomenon particularly affects the most vulnerable communities.

Vicious Cycle and Analysis Framework (00:04:47)

creating a vicious cycle between environmental crisis, poverty, and poor health. Now that we have seen how climate change can affect our health both directly and indirectly, we will use a framework published in 2019 and divided into 10 categories to analyze in detail the main impacts on health.

Respiratory Diseases and Heat Waves (00:05:08)

From respiratory diseases to fertility, we will examine the most relevant threats to our well-being and, where possible, identify prevention strategies to mitigate their effects. Let us start with the analysis of how climate change worsens respiratory diseases, aggravating conditions such as asthma and COPD. Heat waves, especially with high humidity, make breathing more difficult and increase the risk of hospitalization, particularly in patients with chronic respiratory failure.

Pollen Seasons and Pollution (00:05:37)

Longer and more intense pollen seasons lead to greater exposure to allergens, increasing asthma attacks, while the interaction between air pollution and allergens intensifies allergic reactions. Air pollution from fossil fuel combustion compromises air quality. Tropospheric ozone, for example, is a powerful lung irritant that can trigger asthma attacks on hot days.

Patient Education and Sustainable Practices (00:06:02)

It is essential to educate our patients about the risks and protective measures, such as avoiding exposure during heat waves and pollen seasons, and adopting more sustainable clinical practices, such as using dry powder inhalers to reduce environmental impact. The skin, the main protective organ, is particularly susceptible to damage from exposure to ultraviolet rays, which promote skin aging, immunosuppression, and carcinogenesis, contributing to skin cancers.

Correlation between Temperatures and Skin Cancers (00:06:30)

A study on 1,757 patients in the Czech Republic showed a correlation between rising average temperatures and the intensification of the UV index, with an increase in skin cancers. Between 1961 and 2019, average temperatures rose by 1.7 degrees, with a higher frequency of heat waves and prolonged exposure to ultraviolet rays, leading to 52 cases of malignant skin cancers and 5 precancerous lesions.

Risk Factors and Skin Prevention (00:07:00)

Factors such as increased sun exposure, aging population, thinning of the ozone layer, and more outdoor lifestyles contribute to this trend. It is crucial to adopt preventive strategies such as sun protection, early diagnosis, as well as health policies to counteract the rise in skin cancers linked to climate change. Cardiovascular diseases are the leading cause of morbidity and mortality globally.

Cardiovascular Diseases and Climate Change (00:07:29)

Despite advances in treatments and prevention, climate change threatens to undermine these positive outcomes. Rising temperatures, sea level rise, and extreme weather events can affect cardiovascular health through various physical and socio-economic mechanisms.

Systematic Review on Environmental Stress and CV (00:07:48)

This systematic review examines the association between environmental stresses related to climate change and adverse cardiovascular outcomes, with a focus on morbidity, mortality, and health service utilization. The research, analyzing studies published between 1970 and 2023, included 492 articles exploring environmental exposures and cardiovascular results.

Environmental Exposures Considered (00:08:13)

Environmental exposures considered include extreme temperatures, tropospheric ozone, wildfire smoke, and extreme weather events. The study highlights that climate change increases the risk of cardiovascular diseases. Extreme temperatures are correlated with increased cardiovascular mortality; each additional day of extreme heat exposure leads to a 0.12% increase in monthly mortality in the United States.

Effects on Vulnerable Populations and Ozone (00:08:41)

Effects are more severe among the elderly, minority populations, and low-income groups. Tropospheric ozone, combined with heat, increases cardiovascular risk, with 62% of studies finding a connection with mortality. The association with morbidity is less consistent. Wildfire smoke is correlated with increased hospitalizations for ischemic heart disease and cardiac arrest, but only 40% of studies found an association with cardiovascular mortality.

Extreme Weather Events and Urgency to Reduce Greenhouse Gases (00:09:11)

Extreme weather events such as hurricanes and dust storms are strongly linked to increased cardiovascular morbidity and mortality, with effects that can persist for months. The study underscores the urgency of reducing greenhouse gas emissions and protecting vulnerable populations, as well as the need to adapt health systems to cope with these impacts. The relationship between climate and health is bidirectional.

Ecological Footprint of the Health Sector (00:09:36)

The healthcare sector, while playing a fundamental role in health care, has a significant impact on climate change and is responsible for about 4.4% of global greenhouse gas emissions. The main sources of emissions come from the operation of healthcare facilities, the production of pharmaceuticals and medical devices, transport, and food production for health systems. It is therefore crucial that healthcare professionals reduce their ecological footprint.

Sustainable Strategies in Cardiology (00:10:05)

starting with the assessment of the carbon footprint, particularly in high-resource areas such as intensive cardiology and the catheterization laboratory. Once the impact is identified, sustainable strategies can be adopted to reduce waste and energy excess, involving healthcare leadership and scientific societies.

Key Actions and Telemedicine (00:10:26)

Key actions include reducing single-use plastics, using renewable energy, optimizing transport, and promoting sustainable clinical practices, such as reducing unnecessary diagnostic tests. Telemedicine, where possible, represents an additional tool to contain environmental impact. Climate change has intensified heat waves, with a 54% increase in heat-related mortality among those over 65 in the last 20 years.

Frequency of Heat Waves and Heat-Related Illnesses (00:10:55)

Heat waves that used to occur every 10 years are now expected to be 5 times more frequent, and those that occurred every 50 years could happen 14 times more often. This leads to an increase in heat-related illnesses, such as heat stroke, which affects both people with pre-existing conditions and healthy individuals during intense exertion.

At-Risk Groups and Urban Heat Islands (00:11:17)

The most at-risk groups include the elderly, young children, pregnant women, people with pre-existing conditions, athletes, and outdoor workers. Socio-economic factors such as belonging to low-income communities or ethnic minorities increase exposure to risk, especially due to urban heat islands. A combination of individual and collective interventions is needed

Preventive Measures and Clinical Presentation of Heat Stroke (00:11:41)

including identifying vulnerable patients, improving heat tolerance, ensuring access to hydration and air-conditioned environments, and implementing early warning systems and urban cool zones. The clinical presentation of heat stroke depends on its severity. Main signs include hyperthermia (body temperature above 40°C), neurological abnormalities such as confusion, delirium, and convulsions, and recent exposure to extreme heat or physical exertion.

Distinguishing Signs and Rapid Diagnosis (00:12:12)

In exertional heat stroke, sweating may be present, while in classic heat stroke the skin is hot and dry. Diagnosis must be rapid, with a high index of suspicion, as heat-related illnesses can occur even outside official heat waves. It is crucial to quickly assess the patient’s heat exposure, measure body temperature, and monitor mental status.

Treatment of Heat Stroke and ICU Admission (00:12:38)

Treatment of heat stroke is an emergency requiring rapid cooling, preferably with immersion in cold or ice water. It is also essential to support vital functions and ensure proper rehydration via intravenous administration. In severe heat stroke, admission to intensive care is necessary to manage potential multi-organ complications. This is just one of the many newspaper headlines we read more and more often.

Concrete Case: Vercelli Hospital (00:13:08)

This case is a news item from this summer concerning Vercelli Hospital, where in the first days of August there was a 23% increase in emergency department visits compared to the same period in 2023, with a 28% increase in hospital admissions. In particular, there was a 46% increase in peak visits and a significant rise in the most severe cases, from 2.6% to 5% of the total.

Diagnoses Related to the Heat Wave (00:13:36)

The most frequent diagnoses on admission – dehydration, heat stroke, syncope, and collapse – were directly related to the heat wave. Hospitals increasingly find themselves managing a growing number of patients with heat stroke, dehydration, and cardiovascular and respiratory complications, all in a context, as we well know, of already strained healthcare resources. Climate change is worsening an already alarming global food crisis.

Food Crisis and Malnutrition (00:14:06)

According to FAO, between 720 and 811 million people worldwide suffer from chronic undernourishment, and 2.3 billion from malnutrition. Extreme events such as prolonged droughts, hurricanes, and floods have a devastating impact on agricultural production, destroying crops and compromising food reserves. Moreover, global warming favors the proliferation of pathogenic bacteria in food, increasing the risk of foodborne infections and food insecurity.

One Health and Mediterranean Diet (00:14:34)

The study in Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases explores the interconnection between nutrition, public health, and climate change, promoting the One Health approach, which considers human, animal, and environmental health inseparable. It emphasizes the importance of sustainable dietary choices, such as the Mediterranean diet, which reduces carbon emissions and alleviates pressure on food systems, and of improving food literacy and bridging the gap between research and public policies.

Impact on Agriculture, Fisheries, and Livestock (00:15:05)

Climate change is increasing difficulties for farmers in producing safe food, with negative effects both in the fields and in post-harvest food chains. Rising temperatures and ocean acidification are negatively impacting fisheries and aquatic ecosystems. Furthermore, global warming causes heat stress in livestock, favoring the spread of zoonotic pathogens.

Emerging Food Pathogens (00:15:30)

Extreme events such as droughts, floods, and sea level rise destroy agricultural land and cause forced migration. FAO has highlighted how climate change is altering food safety, promoting the spread of pathogens such as Salmonella and Campylobacter, whose incidence increases with temperature. Vibrio vulnificus, a pathogen causing severe illness through raw seafood, is also becoming more widespread with ocean warming.

Toxic Algal Blooms and Mercury (00:16:00)

Toxic algal blooms contaminate fish and seafood, while ciguatera poisoning from toxins accumulated in fish is becoming a growing problem, especially in the Pacific region. Rising temperatures are accelerating permafrost melting, releasing mercury into water bodies, where it transforms into methylmercury, a highly toxic element for human health. Climate change is also having a significant impact on mental health.

Mental Health and Extreme Events (00:16:31)

Communities affected by extreme events such as floods, hurricanes, or wildfires face not only material losses but also severe psychological consequences, including anxiety, depression, and post-traumatic stress disorder. The loss of home, job, or loved ones can leave deep and lasting emotional wounds. An increasingly widespread phenomenon is eco-anxiety, a feeling of anguish and fear related to the climate crisis and its future consequences.

Eco-Anxiety and Social Inequalities (00:17:01)

This distress particularly affects young people, who face unprecedented uncertainty about the world they will inherit. Solastalgia – the psychological pain linked to the transformation and degradation of the environment – is also becoming more common. Social and economic inequalities further aggravate the problem. Low-income people are more exposed to environmental stresses such as extreme heat and pollution, but have fewer resources to cope with the consequences.

Forced Migration and Psychological Stress (00:17:32)

Forced migration, caused by factors such as sea level rise and poverty, represents an additional psychological stressor, particularly affecting the most vulnerable segments of the population. To address these challenges, it is essential to invest in mental health research and strengthen climate change adaptation and mitigation policies.

International Collaboration for Mental Health (00:17:54)

Greater international collaboration can help manage the psychological effects of this global crisis and ensure adequate support for the most affected communities. The increase in global temperature, with a projected rise of 1.5°C by 2040, is significantly altering the spread of insect-borne diseases. Global warming extends the activity season and expands the range of vectors such as mosquitoes and ticks, increasing the risk of pathogen transmission.

New Pathogens in the United States (00:18:24)

In the United States, previously non-endemic pathogens have been detected in recent years, including West Nile virus, Powassan virus, and Zika virus. These changes indicate a growing public health threat, requiring more effective surveillance and control strategies to contain the spread of these emerging diseases. Besides rising temperatures, other environmental and anthropogenic factors influence the spread of vector-borne diseases.

Habitat Loss and Urbanization (00:18:52)

An analysis of 50 studies published between 2016 and 2021 shows that habitat loss, land use change, urbanization, and pesticide use are altering the dynamics between pathogens, vectors, and hosts. Species such as Aedes aegypti and Aedes albopictus are expanding toward higher latitudes, increasing the risk of infections such as dengue, chikungunya, and Zika.

Integrated Approach for Surveillance (00:19:18)

To address this challenge, an integrated approach combining environmental monitoring, prevention, and risk mitigation strategies is essential. A brief overview of the main vector-borne diseases increasing due to climate change: Malaria, caused by Plasmodium protozoa, is transmitted by Anopheles mosquitoes. The parasite invades the liver and red blood cells, causing cyclical fever, anemia, and in severe cases, organ failure.

Malaria and Dengue (00:19:49)

Dengue, caused by a virus transmitted by Aedes mosquitoes, presents with high fever, muscle and joint pain. A second infection with a different serotype can cause hemorrhagic dengue, with risk of shock and severe complications. Chikungunya, caused by the chikungunya virus and transmitted by Aedes mosquitoes, causes fever and intense joint pain that can persist for months or even years. In rare cases it can lead to neurological complications. Zika.

Zika and Pregnancy Complications (00:20:20)

Caused by the Zika virus and spread by Aedes mosquitoes, this infection is often asymptomatic or causes mild symptoms such as fever and rash. However, during pregnancy it can cause severe fetal malformations, such as microcephaly. Protection against insect- and arthropod-borne diseases relies on two main strategies: avoiding bites and reducing vector proliferation.

Prevention of Bites and Repellents (00:20:45)

To prevent bites, it is advisable to wear light-colored, long clothing; apply repellents containing DEET up to 30% in pregnancy and 10% in children over six months; and avoid using perfumes that may attract insects. During outdoor activities, it is preferable to stay on trails and avoid contact with vegetation. Upon returning, it is important to check the body and clothing, take a shower, and wash clothes to remove any parasites. If a tick is found attached to the skin,

Tick Removal and Hygiene (00:21:15)

it should be removed with fine-tipped tweezers, grasping it close to the head, avoiding squeezing or twisting. After removal, the area must be disinfected and hands washed thoroughly. To limit vector proliferation, it is essential to eliminate standing water, emptying flower pots and containers weekly. Keeping green spaces clean, regularly checking pets, and properly storing food and waste help prevent the presence of rodents.

Zoonoses and Climate Change (00:21:47)

Climate change is promoting the spread of zoonoses, diseases transmitted between humans and animals. By modifying environmental conditions such as precipitation and temperature, climate change affects the behavior and distribution of animal hosts, such as rodents, which transmit diseases like plague and hantavirus, with an increase in their incidence and spread toward higher and more northern areas.

Avian Influenza and Pathogenic Fungi (00:22:12)

Furthermore, habitat destruction is forcing many species to move, favoring the transmission of pathogens such as avian influenza, which has infected over 7,500 birds in the United States and has shown transmission between animal species, including mammals. About 300 species of fungi can infect humans. Although body temperature is a protective factor against fungal infections, climatic drift has led to the adaptation of pathogens to higher temperatures.

Candida auris and Sporothrix brasiliensis (00:22:40)

Among the main pathogens are Candida auris and Sporothrix brasiliensis. Candida auris is known for its drug resistance and high endemicity, while Sporothrix brasiliensis, originally a plant pathogen, has become zoonotic due to climate change. The fungus Coccidioides, responsible for coccidioidomycosis, proliferates in desert soils after wet periods and can be inhaled when wind or human activities stir up spores.

Coccidioidomycosis and CDC Recommendations (00:23:10)

Studies suggest that by 2100, the endemic area of the disease in the USA could more than double, with a 50% increase in cases. Extreme events such as a rainy winter in California could worsen the situation. The CDC recommends using N95 masks and staying indoors during dust storms, but the effectiveness of these measures has not yet been demonstrated.

Vibrio Species and Marine Infections (00:23:34)

The rise in sea levels and global temperatures has favored Vibrio species, Gram-negative, asporogenous, mesophilic aquatic bacteria that live in marine and brackish waters worldwide and cause soft tissue infections, gastroenteritis, and sepsis, with a mortality rate over 50%. They spread easily in areas affected by hurricanes. Other pathogens linked to warming seas include Campylobacter, Escherichia coli, and Cryptosporidium.

Waterborne Diseases (00:24:04)

Waterborne infectious diseases, such as cholera and typhoid fever, are transmitted through contaminated water, seafood, fish, shellfish, fruits, and vegetables. Climate change is altering precipitation patterns, salinity, and water temperature, influencing the survival of bacteria and viruses. For example, the risk of Salmonella infections increases by 5–10% for every 1°C rise in global temperature.

Wildfires in California and Respiratory Impacts (00:24:32)

In recent years, wildfires in Southern California have become more frequent and intense, with severe impacts on human health. Climatic factors such as high temperatures, drought, and strong wind events, together with urbanization in vulnerable areas, have increased the risk for populations.

Particulate Matter and Cardiovascular Diseases from Wildfires (00:24:48)

Wildfires release fine particulate matter PM2.5 and toxic substances that cause respiratory irritation, aggravate conditions such as asthma and COPD, and increase the risk of lung infections and cardiovascular problems like heart attack and stroke. Prolonged exposure can also damage lung function. In 2024, the Emilia-Romagna region faced two significant flood events, one between September 17–19 and another between October 19–20.

Floods in Emilia-Romagna and Extreme Rainfall (00:25:16)

Both events were triggered by extreme precipitation that put pressure on the hydrological system and densely populated areas. During the first event, rainfall values up to 360 mm were recorded, with 285 mm falling in just 24 hours. The abundant rains caused severe flooding in the river basins of Idice, Silla, Rosanterno, Segno, Lamone, and Montone.

Infectious Risk After Flooding (00:25:43)

causing the banks to overflow and collapse, flooding several inhabited centers. Following the floods, the risk of infectious diseases increased significantly. Contaminated water and lack of sanitation due to population displacement toward safer areas favored the spread of skin infections and waterborne infectious diseases such as Escherichia coli, hepatitis A and E, and Vibrio-related diseases including cholera.

Impact of Drought on Health (00:26:11)

Drought has variable impacts depending on factors such as water management, land use, economic development, and population vulnerability. It increases the risk of wildfires and dust storms, worsening air quality and aggravating respiratory diseases such as asthma and COPD, while also favoring infections like bronchitis and pneumonia. Health effects can be both short-term and long-term, with consequences that are difficult to monitor.

Direct Impacts of Drought (00:26:36)

Direct impacts include compromised drinking water quality and worsening living conditions, including health and sanitation services. Additionally, drought causes economic stress, worsening mental health, reducing food security, and increasing the incidence of infectious diseases. In Sicily, it led to a 50% loss of agricultural production and approximately 33,000 lost jobs.

Impact on Tourism and Fertility (00:27:02)

The situation also affected the tourism sector, with an increase in cancellations due to water shortages in hotels. The study by David Lam and Jeffrey Miron explores the influence of temperature fluctuations on human fertility, analyzing monthly data on births and temperatures in various countries and states. Researchers found that extreme summer temperatures significantly reduce conceptions, particularly in warmer regions like the southern United States.

Seasonality of Births and Temperatures (00:27:30)

This effect is linked to the seasonality of births, with a drop in births during spring and after summer temperature peaks. However, very cold temperatures do not seem to have an impact on births. Although temperature plays a role in birth seasonality, it does not fully explain the variability, particularly in Northern European countries.

Photoperiod and Conclusions (00:27:53)

In these cases, other factors, such as photoperiod (day length), seem to influence birth seasonality more. Climate change is an unprecedented challenge, but it is also an opportunity to rethink our approach to health and medicine. Thank you for your attention.