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Autore/Autori: Rodolfo Citro
Relazioni storiche – Congresso 2025
La relazione affronta in modo sistematico l’insufficienza aortica, una valvulopatia che causa sovraccarico di volume sul ventricolo sinistro ed ipertrofia eccentrica. Le cause includono anomalie congenite (come la bicuspidia) e condizioni acquisite (come l’endocardite o la dissezione aortica). La valutazione ecocardiografica si basa su parametri qualitativi e quantitativi, tra cui la vena contratta e l’EROA, preferibilmente in 3D. Classificare l’insufficienza aortica in base al meccanismo (Tipo 1, 2, 3) è essenziale per pianificare le tecniche di riparazione chirurgica. I criteri decisionali per l’intervento si basano sull’emodinamica, sulla dilatazione ventricolare sinistra e sulla disfunzione del ventricolo sinistro, anche subclinica.
“È un piacere ringraziare Antonio Mantero, Alfredo Posteraro e tutto il team di ecocardiochirurgia per il contributo costante alla crescita culturale dell’imaging in Italia”.
L’insufficienza aortica è strettamente legata alla struttura della radice aortica e delle tre semilunari, che si approfondiscono fino alla giunzione sino-tubulare. La loro competenza è garantita dalla corretta coaptazione in corrispondenza del cosiddetto virtual basal ring.
Le cause della perdita di competenza includono:
Questa valvolopatia determina un sovraccarico di volume. Il cuore mette in atto meccanismi di compenso come la dilatazione del ventricolo sinistro e l’ipertrofia eccentrica, regolata dalla legge di Laplace. Nel tempo, l’aumento dello stress di parete induce fibrosi e caduta della funzione sistolica, portando allo scompenso cardiaco cronico. Nella forma acuta, si verifica un rapido incremento della pressione telediastolica ventricolare che può causare shock cardiogeno e insufficienza mitralica diastolica.
La diagnosi si basa su parametri strutturali e Doppler (qualitativi, semi-quantitativi e quantitativi).
| Parametro | Lieve | Severa |
|---|---|---|
| Ampiezza del Jet / LVOT | < 25% | > 65% |
| Vena Contracta | < 0.3 cm | > 0.6 cm |
| PHT (Pressure Half-Time) | > 500 ms | < 200 ms |
| Volume Rigurgitante | < 30 ml | > 60 ml |
| EROA (Effective Regurgitant Orifice Area) | – | > 0.30 cm² |
Un segno supportivo fondamentale di severità è il flow reversal (backflow) olodiastolico dimostrato in aorta addominale, con un picco di velocità ≥ 20 cm/s o un VTI > 15.
È essenziale identificare il meccanismo dell’insufficienza per orientare le tecniche riparative chirurgiche:
Le attuali linee guida indicano l’intervento chirurgico in presenza di:
Tuttavia, evidenze cliniche suggeriscono di non attendere questi limiti estremi. Pazienti con FE < 60%, volume telesistolico > 45 ml/m² o Global Longitudinal Strain (GLS) < -15% mostrano già una sopravvivenza ridotta e dovrebbero essere considerati per un intervento precoce.
Nella pratica clinica, il peso maggiore nella valutazione deve essere dato alla vena contracta (utilizzando immagini zoomate), all’impiego dell’ecocardiografia 3D per il calcolo dell’EROA e alla ricerca sistematica della dilatazione ventricolare o di segni iniziali di disfunzione subclinica.
| Autore | |
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| Anno | |
| Tag | aorta, bicuspide, disfunzione, dissezione, eco, endocardite, iao, imaging, tirone david., valvulopatia |



