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Fissaggio e medicazione dei cateteri. Gli accorgimenti tecnici che dobbiamo conoscere per evitare complicanze.

Autore/Autori:

MiniMaster – Congresso 2025

Antonio Presterà analizza l’importanza del fissaggio e della medicazione corretta dei cateteri vascolari come pilastro per la prevenzione delle infezioni e dei dislocamenti. L’intervento presenta le migliori pratiche basate sulle attuali evidenze scientifiche, illustrando i materiali più idonei e le tecniche per garantire la stabilità del dispositivo nel tempo. Una gestione meticolosa di questi aspetti tecnici riduce drasticamente l’incidenza di complicanze, migliorando l’efficacia globale del trattamento e la qualità dell’assistenza.

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Abstract

Introduzione

Il video MM25012 affronta il tema della prevenzione delle complicanze associate ai cateteri venosi centrali, con particolare attenzione alla dislocazione, alle infezioni e al malfunzionamento dei device. L’obiettivo principale è comprendere e implementare strategie standardizzate, basate sulle linee guida, per minimizzare tali eventi avversi, migliorando la sicurezza e l’efficacia della terapia infusionale.

Meccanismi fisiopatologici

La dislocazione dei cateteri può verificarsi per trazione meccanica o per inadeguata stabilizzazione, portando al parziale o completo spostamento del dispositivo dalla sede venosa. L’accumulo di umidità sotto le medicazioni favorisce la colonizzazione batterica, creando un ambiente caldo‑umido che prolifera microrganismi e aumenta il rischio di infezioni catetere‑correlate. Inoltre, l’uso di connettori a pressione negativa può provocare backflow e lesioni del catetere, mentre la pressione positiva di alcuni sistemi potrebbe spingere germi verso il torrente circolatorio.

Diagnostica

La valutazione della stabilità del catetere e dell’integrità della medicazione viene eseguita mediante ispezione clinica e monitoraggio dei segni di infezione locale o sistemica. La scelta del sistema di fissaggio (adesivo cutaneo, sutureless, ancoraggio sottocutaneo) deve basarsi sulla durata prevista del catetere e sulle caratteristiche del paziente, mentre l’MVTR (moisture vapor transmission rate) delle medicazioni trasparenti rappresenta un parametro obiettivo per prevenire l’accumulo di umidità e la conseguente contaminazione.

Trattamento

Le strategie terapeutiche includono l’adozione di sistemi di fissaggio senza suture (sutureless device), come gli statlock e i dispositivi ad ancoraggio sottocutaneo in nitinol, che garantiscono una stabilizzazione duratura senza necessità di cambio periodico. Le medicazioni trasparenti semipermeabili ad alta traspirabilità (MVTR elevato) riducono la colonizzazione cutanea, mentre l’uso di cappucci antisettici (port protectors) e di needle‑free connector a pressione neutra contribuisce a diminuire la contaminazione intraluminale. Il bundle Gavecelt 2017 riassume in otto punti le raccomandazioni aggiornate per la prevenzione delle infezioni.

Conclusioni

L’implementazione di protocolli standardizzati e la formazione continua del personale sono essenziali per ridurre le complicanze legate alla gestione degli accessi venosi centrali. L’integrazione di nuovi dispositivi di fissaggio, medicazioni avanzate e misure antisettiche permette di migliorare la sicurezza del paziente, diminuendo il tasso di dislocazione, infezione e malfunzionamento dei cateteri.

Introduction

The video MM25012 addresses the prevention of complications associated with central venous catheters, focusing on dislodgement, infections, and device malfunction. The main objective is to understand and implement standardized strategies based on guidelines to minimize these adverse events, improving the safety and efficacy of infusion therapy.

Pathophysiology

Catheter dislodgement can occur due to mechanical traction or inadequate stabilization, leading to partial or complete displacement from the venous site. Moisture accumulation under dressings promotes bacterial colonization, creating a warm‑humid environment that fosters microorganism proliferation and increases the risk of catheter‑related infections. Moreover, the use of negative‑pressure connectors may cause backflow and catheter damage, while the positive pressure of some systems could push germs toward the bloodstream.

Diagnosis

Assessment of catheter stability and dressing integrity is performed through clinical inspection and monitoring of signs of local or systemic infection. The choice of fixation system (adhesive, sutureless, subcutaneous anchoring) must be based on the expected catheter dwell time and patient characteristics, while the MVTR (moisture vapor transmission rate) of transparent dressings represents an objective parameter to prevent moisture accumulation and subsequent contamination.

Treatment

Therapeutic strategies include the adoption of sutureless fixation systems, such as statlocks and subcutaneous nitinol anchoring devices, which provide durable stabilization without periodic replacement. High‑breathability transparent semipermeable dressings (high MVTR) reduce skin colonization, while antiseptic caps (port protectors) and neutral‑pressure needle‑free connectors help decrease intraluminal contamination. The Gavecelt 2017 bundle summarizes updated recommendations in eight points for infection prevention.

Conclusions

The implementation of standardized protocols and continuous staff training are essential to reduce complications related to central venous access management. The integration of new fixation devices, advanced dressings, and antiseptic measures improves patient safety by decreasing the rate of dislodgement, infection, and catheter malfunction.

Trascrizione

Introduzione agli obiettivi e alle strategie di prevenzione (00:00:07)

In questa breve fase andremo a vedere oggi quali sono gli accorgimenti, le accortezze che dobbiamo conoscere per evitare complicanze quali la dislocazione dei cateteri, le infezioni e il malfunzionamento dei device. Il nostro obiettivo è comprendere e attuare delle strategie standardizzate da linee guida per minimizzare la dislocazione dei cateteri. In merito a ciò parleremo dei sistemi innovativi di fissaggio.

Evoluzione dei sistemi di fissaggio: dai punti di sutura ai sutureless (00:00:39)

e le varie soluzioni per la medicazione del catetere. Una volta posizionati, per le cause più disparate, i cateteri si possono dislocare o addirittura possono uscire completamente dalla vena. Sino non molti anni fa si usava fissare tutti i cateteri con i punti di sutura. Oggi i punti di sutura sono stati sostituiti da particolari dispositivi che non prevedono più l’uso degli aghi.

Definizione e vantaggi dei sutureless device (00:01:11)

Si tratta dei cosiddetti sutureless device, cioè dei sistemi di fissaggio senza punti di sutura, che stabilizzano il catetere facendolo aderire, fissandolo sulla cute del paziente. Spesso i punti di sutura danno luogo a decubiti. Si parla di dislocazione o malposizione secondaria quando questa avviene di solito a distanza di tempo dall’impianto di un catetere venoso centrale.

Sistemi di fissaggio disponibili e conseguenze di una stabilizzazione inadeguata (00:01:44)

Ad oggi esistono diversi sistemi di fissaggio: dispositivi ad adesività cutanea, sistemi integrati nella medicazione e dispositivi ad ancoraggio sottocutaneo. Una stabilizzazione inadeguata può provocare una dislocazione accidentale del catetere. I sistemi ad adesività cutanea, come gli statlock, sono sistemi di fissaggio senza sutura, che grazie alla loro conformazione

Caratteristiche dei sistemi ad adesività cutanea (00:02:14)

permettono di fissare in modo efficace e sicuro i cateteri venosi centrali. Sono cerotti in tessuto adesivi dotati di due montanti dove vanno alloggiate le ali del catetere. I sistemi di fissaggio ad adesività cutanea, pur garantendo una buona tenuta del catetere, non escludono la dislocazione, perché una trazione importante sul catetere può provocare la sua fuoriuscita dalla vena.

Sistemi integrati per cateteri periferici corti (00:02:43)

Questi sistemi che vedete nella slide sono sistemi utilizzati esclusivamente per la medicazione di cateteri periferici corti, di tipo agocanula. Hanno un sistema integrato di fissaggio costituito da due strisce di cerotto che, posizionati sulle alette del catetere, assicurano il fissaggio. Verrà poi posizionata sopra la medicazione trasparente semipermeabile.

Ancoraggio sottocutaneo: innovazione e indicazioni (00:03:10)

Un dispositivo totalmente innovativo nel suo genere è il sistema di fissaggio ed ancoraggio sottocutaneo. Questo sistema di ancoraggio sottocutaneo, consigliato anche dalle linee guida INSE 2016, dovrebbe essere utilizzato sempre se la durata prevista del catetere è superiore ai 15 giorni. Esso garantisce una stabilizzazione appropriata dei cateteri vascolari, riducendo il rischio di complicanze dovute

Funzionamento del fissaggio sottocutaneo in nitinol (00:03:41)

alla non proprio perfetta stabilità dei fissaggi adesivi tradizionali. Il fissaggio sottocutaneo è ottenuto grazie a due alette in nitinol che vengono allocate all’interno del foro cutaneo d’entrata del catetere, stabilizzando realmente il catetere stesso. Questo dispositivo evita la dislocazione accidentale e la perdita totale dell’accesso venoso, riducendo pertanto il numero di reimpianti con un aumento dei costi propri del catetere.

Vantaggi del fissaggio sottocutaneo nella gestione del catetere (00:04:15)

Un altro indiscutibile vantaggio è rappresentato dal fatto che se il catetere risulta troppo lungo dopo il posizionamento, sarebbe pertanto necessario retrarlo per i centimetri necessari ad ottenere il corretto posizionamento della sua punta, il fissaggio resta sempre fermo sull’exit site, a differenza dei sistemi ad adesività cutanea che invece devono necessariamente seguire le alette del catetere.

Durata e praticità del sistema di ancoraggio (00:04:46)

Non aderisce alla cute e non si deve sostituire periodicamente ad ogni cambio di medicazione, ma dura quanto dura la vita del catetere, nel senso che va rimosso soltanto alla rimozione del catetere. Le manovre effettuate per la medicazione risultano inoltre molto più agevoli, potendo sollevare a piacimento il catetere, disinfettando anche la sua superficie inferiore, cioè quella a contatto con la cute.

Medicazione iniziale e passaggio alle membrane trasparenti (00:05:17)

infine realmente ben disinfettato. In genere la copertura poi del sito di inserzione viene nelle prime ore eseguita con una medicazione garzata. Questa deve essere sostituita ogni 24-48 ore o anche prima se si presenta sporca, bagnata o staccata. Dopo le prime 48 ore tutte le successive medicazioni vengono fatte utilizzando quelle trasparenti semipermeabili. Le medicazioni semipermeabili

Proprietà delle membrane trasparenti e raccomandazioni (00:05:52)

In genere sono in poliuretano e sono impermeabili all’acqua e ai micro-organismi, ma sono permeabili al vapore acqueo proveniente dallo strato cutaneo e all’ossigeno. Tra le membrane trasparenti sono più performanti quelle bordate, perché sono più stabili. La raccomandazione è quindi quella di utilizzare le membrane trasparenti ad alta traspirabilità, ossia quelle dotate di alti valori di MVTR (moisture vapor transmission rate).

Spiegazione dell’MVTR e della sua importanza (00:06:25)

Questa è un’unità di misura del passaggio del vapore acqueo attraverso una sostanza, in questo caso la medicazione trasparente del catetere, cioè dell’indice di traspirabilità del vapore acqueo e del grado di rimozione dell’umidità tra la cute e la medicazione, evaporazione. Il tasso di evaporazione dell’umidità rappresenta la quantità di umidità

Relazione tra MVTR e prevenzione delle infezioni (00:06:56)

che passa attraverso la membrana, come appunto una medicazione, durante i periodi di tempo. Più elevata è la MVTR, più umidità viene rimossa in modo efficace, prevenendo l’accumulo della stessa sotto la membrana. Un MVTR elevato permette di mantenere asciutta la cute sotto la medicazione, il che si traduce in un fissaggio più sicuro

Effetto dell’MVTR sull’ambiente cutaneo e sulla carica batterica (00:07:24)

ma soprattutto evitando l’accumulo di umidità sotto la medicazione, si avrà una minore colonizzazione batterica con conseguente riduzione del rischio di infezioni, perché un ambiente caldo umido favorisce la proliferazione dei microrganismi. Questo tipo di medicazioni sono indicate per la protezione e il fissaggio dei cateteri vascolari centrali (CVC, PICC, PORT) e per la protezione di altri dispositivi medici.

Medicazione antimicrobica con clorexidina (00:07:56)

Può essere utilizzata per ridurre la colonizzazione cutanea e per bloccare la crescita di microrganismi. È una medicazione composta da una sottile pellicola di poliuretano trasparente con integrato un tampone di gel trasparente contenente clorexidina gluconato al 2%. Ha un’attività antimicrobica ad ampio spettro, efficace e continua nel tempo, fino a 10 giorni. Assorbe piccole quantità di essudato o sangue.

Caratteristiche e controindicazioni della medicazione con clorexidina (00:08:30)

Questa medicazione è dotata di un sistema di applicazione a cornice con l’adesivo privo di lattice, la pellicola di poliuretano e il rinforzo in TNT per il fissaggio al catetere. Non deve essere utilizzata in caso di cute patologiche su ferite infette. Non deve essere utilizzata per il trattamento delle infezioni cutanee, dispositivo correlate, o delle infezioni sistemiche catetere correlate.

Prevenzione dell’infezione con cappucci antisettici (port protectors) (00:08:59)

Un’altra attività di prevenzione dell’infezione è l’utilizzo di cappucci contenenti un antisettico, i port protectors. La disinfezione del connettore senza ago può essere attuata anche con modalità passiva, mediante cappucci contenenti sostanze disinfettanti, tipo alcol isopropilico, appunto i port protectors. Questo metodo riduce significativamente la contaminazione microbica intraluminale, riducendo il rischio di infezioni batteriemiche

Scelta dei needle‑free connector: pressione neutra vs negativa/positiva (00:09:30)

catetere correlate. A questo proposito dobbiamo ricordare, come suggeriscono la maggior parte delle linee guida e le stesse raccomandazioni Gavecelt, che è fortemente consigliato anche l’utilizzo dei needle‑free connector a pressione neutra. Infatti i needle‑free connector a pressione negativa sono assolutamente da evitare perché favoriscono il backflow a meno che non si clampi il catetere,

Conclusioni (00:09:59)

fatto che a lungo può provocare lesioni dello stesso. Quelli a pressione positiva pare che favoriscano le infezioni del catetere, probabilmente perché la pressione positiva spingerebbe eventuali germi annidatisi nel sistema verso il catetere, quindi nel sangue. In ultimo, un bundle comprensivo in soli 8 punti di tutte le raccomandazioni, vecchie e nuove, suggerite sulla base dei nuovi dispositivi oggi disponibili e di nuovi suggerimenti. Sulla base delle nuove acquisizioni in merito alla scelta del dispositivo e alla tecnica di impianto, e anche con la comparsa sul mercato di nuovi presidi per una sempre più corretta gestione, il bundle Gavecelt del 2008 non era più sufficiente a contenere tutte le raccomandazioni in pochi punti. Nel 2017 quindi si è avvertita la necessità di stilare un nuovo protocollo per la prevenzione delle infezioni catetere correlate. Stiamo parlando del protocollo Gavecelt 2017. Solo con la formazione continua e l’informazione rivolta al personale delle varie unità operative si possono raggiungere i livelli di efficienza e si possono inoltre ridurre le complicanze dovute alla cattiva gestione degli accessi venosi e delle linee infusionali. Grazie per l’attenzione.

Introduction to objectives and prevention strategies (00:00:07)

In this brief session we will see today what precautions and care we need to know to avoid complications such as catheter dislodgement, infections and device malfunction. Our goal is to understand and implement standardized strategies from guidelines to minimize catheter dislodgement. In this regard we will discuss innovative fixation systems.

Evolution of fixation systems: from sutures to sutureless (00:00:39)

and the various solutions for catheter dressing. Once placed, for various reasons, catheters can become dislodged or even exit the vein completely. Until not many years ago all catheters were fixed with sutures. Today sutures have been replaced by special devices that no longer require the use of needles.

Definition and advantages of sutureless devices (00:01:11)

These are the so‑called sutureless devices, i.e. fixation systems without stitches, which stabilize the catheter by making it adhere and fixing it to the patient’s skin. Sutures often cause pressure sores. Secondary dislodgment or malposition occurs usually some time after the implantation of a central venous catheter.

Available fixation systems and consequences of inadequate stabilization (00:01:44)

Today there are various fixation systems: cutaneous adhesive devices, integrated dressing systems and subcutaneous anchoring devices. Inadequate stabilization can cause accidental catheter dislodgement. Cutaneous adhesive systems, such as statlocks, are sutureless fixation systems which, thanks to their design,

Characteristics of cutaneous adhesive systems (00:02:14)

allow central venous catheters to be fixed effectively and safely. They are adhesive fabric patches with two posts where the catheter wings are housed. Although cutaneous adhesive fixation systems ensure good catheter hold, they do not exclude dislodgement because strong traction on the catheter can cause it to exit the vein.

Integrated systems for short peripheral catheters (00:02:43)

The systems you see in the slide are used exclusively for dressing short peripheral catheters, of the butterfly needle type. They have an integrated fixation system consisting of two adhesive strips that, placed on the catheter wings, ensure fixation. A transparent semipermeable dressing will then be placed on top.

Subcutaneous anchoring: innovation and indications (00:03:10)

A totally innovative device of its kind is the subcutaneous fixation and anchoring system. This subcutaneous anchoring system, also recommended by the INSE 2016 guidelines, should always be used if the expected catheter dwell time exceeds 15 days. It guarantees appropriate stabilization of vascular catheters, reducing the risk of complications due to

Functioning of the nitinol subcutaneous fixation (00:03:41)

the not entirely perfect stability of traditional adhesive fixations. Subcutaneous fixation is achieved through two nitinol wings that are placed inside the skin entry hole of the catheter, actually stabilizing the catheter itself. This device prevents accidental dislodgement and total loss of venous access, thus reducing the number of re‑implantations despite the increased cost of the catheter itself.

Advantages of subcutaneous fixation in catheter management (00:04:15)

Another unquestionable advantage is that if the catheter is too long after placement and needs to be retracted by the necessary centimeters to achieve correct tip positioning, the fixation remains fixed at the exit site, unlike cutaneous adhesive systems that must necessarily follow the catheter wings.

Durability and practicality of the anchoring system (00:04:46)

It does not adhere to the skin and does not need to be replaced periodically with each dressing change; it lasts as long as the catheter life, meaning it is removed only when the catheter is removed. The maneuvers for dressing are also much easier, as the catheter can be lifted freely, disinfecting even its lower surface – that is, the one in contact with the skin.

Initial dressing and transition to transparent membranes (00:05:17)

finally truly well disinfected. Generally, the insertion site is initially covered with a gauze dressing. This must be changed every 24‑48 hours or even earlier if it appears dirty, wet or detached. After the first 48 hours all subsequent dressings are done using transparent semipermeable dressings. Semi‑permeable dressings

Properties of transparent membranes and recommendations (00:05:52)

are usually made of polyurethane, impermeable to water and microorganisms, but permeable to water vapor coming from the skin layer and to oxygen. Among transparent membranes, bordered ones perform better because they are more stable. The recommendation is therefore to use transparent membranes with high breathability, i.e. those with high MVTR (Moisture Vapor Transmission Rate).

Explanation of MVTR and its importance (00:06:25)

This is a unit of measurement of the passage of water vapor through a substance, in this case the transparent catheter dressing, i.e. the breathability index of water vapor and the degree of moisture removal between the skin and the dressing – evaporation. The moisture evaporation rate represents the amount of moisture

Relationship between MVTR and infection prevention (00:06:56)

that passes through the membrane, like a dressing, over periods of time. The higher the MVTR, the more effectively moisture is removed, preventing its accumulation under the membrane. A high MVTR helps keep the skin under the dressing dry, which results in a more secure fixation

Effect of MVTR on the skin environment and bacterial load (00:07:24)

but above all, by avoiding moisture accumulation under the dressing, there will be less bacterial colonization with consequent reduction of infection risk, because a warm, humid environment promotes microorganism proliferation. This type of dressing is indicated for the protection and fixation of central vascular catheters (CVC, PICC, PORT) and for the protection of other medical devices.

Antimicrobial dressing with chlorhexidine (00:07:56)

It can be used to reduce skin colonization and to block the growth of microorganisms. It is a dressing composed of a thin transparent polyurethane film with an integrated transparent gel pad containing 2% chlorhexidine gluconate. It has a broad‑spectrum antimicrobial activity, effective and continuous over time, up to 10 days. It absorbs small amounts of exudate or blood.

Characteristics and contraindications of the chlorhexidine dressing (00:08:30)

This dressing has a frame‑type application system with latex‑free adhesive, a polyurethane film and a non‑woven reinforcement for catheter fixation. It should not be used on pathological skin or on infected wounds. It should not be used for the treatment of cutaneous infections, device‑related infections or systemic catheter‑related infections.

Infection prevention with antiseptic caps (port protectors) (00:08:59)

Another infection prevention measure is the use of caps containing an antiseptic, the port protectors. Disinfection of the needle‑free connector can also be performed passively, using caps containing disinfectant substances, such as isopropyl alcohol – precisely the port protectors. This method significantly reduces intraluminal microbial contamination, reducing the risk of catheter‑related bloodstream infections

Choice of needle‑free connector: neutral pressure vs negative/positive (00:09:30)

catheter‑related. In this regard we must remember, as most guidelines and the same Gavecelt recommendations suggest, that the use of neutral‑pressure needle‑free connectors is strongly recommended. Indeed, negative‑pressure needle‑free connectors are to be absolutely avoided because they favor backflow unless the catheter is clamped,

Conclusions (00:09:59)

which in the long term can cause damage to the catheter. Those with positive pressure seem to favor catheter infections, probably because the positive pressure would push any germs nested in the system towards the catheter, therefore into the blood. Finally, a bundle consisting of just 8 points covering all recommendations, old and new, suggested on the basis of the new devices available today and new suggestions. Based on new acquisitions regarding device choice and implantation technique, and also with the appearance on the market of new aids for an increasingly correct management, the 2008 Gavecelt bundle was no longer sufficient to contain all the recommendations in a few points. In 2017 therefore the need was felt to draw up a new protocol for the prevention of catheter‑related infections. We are talking about the Gavecelt 2017 protocol. Only through continuous training and information addressed to the staff of the various operating units can we achieve efficiency levels and also reduce complications due to poor management of venous accesses and infusion lines. Thank you for your attention.