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Imaging TC nella CAD stabile. Come guidare la terapia farmacologica di prevenzione primaria e secondaria?

Autore/Autori:

Relazioni storiche – Congresso 2025

La presentazione si concentra sull’uso della TC cardiaca per guidare la terapia farmacologica nella coronaropatia stabile, sia in prevenzione primaria che secondaria. La TC è l’unica metodica non invasiva che permette di identificare e caratterizzare l’aterosclerosi coronarica. Nel contesto della prevenzione primaria, il riscontro di placche non ostruttive ma con caratteristiche ad alto rischio (es. fibrolipidiche) deve indurre una terapia aggressiva, includendo aspirina ed il raggiungimento di valori di LDL sotto 70 mg/dl. La TC è indicata per la stratificazione del rischio in pazienti asintomatici con familiarità o diabete. Il suo ruolo è invece limitato in prevenzione secondaria, poiché si tratta già di pazienti ad altissimo rischio.

Abstract

Introduzione

Il Dott. Edoardo Conte, aiuto referente del poliambulatorio cardiovascolare presso l’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, presenta l’utilizzo della TC cardiaca (CCTA) nella gestione della cardiopatia ischemica stabile (CAD). L’intervento si focalizza sull’esperienza clinica per guidare la terapia farmacologica in prevenzione primaria e secondaria.

Caratteristiche Tecniche e Sicurezza della TC

La TC cardiaca moderna è una metodica sicura che richiede specifiche attenzioni tecnologiche e cliniche:

  • Mezzo di contrasto: Necessario per l’esame; il rischio principale è la reazione allergica, mentre l’impatto sulla funzione renale è nullo, salvo nei casi di insufficienza renale grave.
  • Radiazioni: La dose erogata è trascurabile, generalmente inferiore ai 5 millisievert.
  • Tecnologia: È fondamentale l’utilizzo di scanner con almeno 64 strati per ottenere informazioni adeguate alla valutazione della placca.

Valore Diagnostico: Oltre il Lume Coronarico

Sebbene la TC abbia un elevato valore predittivo negativo per stenosi superiori al 50%, il suo vero valore aggiunto è la caratterizzazione non invasiva dell’aterosclerosi. La metodica permette di identificare informazioni spesso perse nei referti standard, utili per personalizzare la terapia.

Prevenzione Primaria e Caratterizzazione della Placca

La TC permette di anticipare la prevenzione secondaria identificando la patologia nelle sue fasi più precoci.

  • Fenotipi di rischio: Identificazione di caratteristiche qualitative di placca ad alto rischio.
  • Morfologia: Distinzione tra placca fibrolipidica (più instabile) e calcifica.
  • Distribuzione: Valutazione se la patologia interessa i tratti prossimali, il tronco comune o se è diffusa/focale.

Guida alla Terapia Farmacologica

La presenza di aterosclerosi subclinica, anche non ostruttiva, deve guidare l’aggressività del trattamento:

  • Prevenzione Primaria: In presenza di placca, si raccomanda aspirina e target LDL < 70 mg/dL.
  • Prevenzione Secondaria: Il rischio è già noto come altissimo; il target LDL deve essere < 55 mg/dL con terapia antiaggregante estesa.
  • Nuove frontiere: Possibile introduzione di terapie antinfiammatorie (es. colchicina) per stabilizzare il rischio.

Indicazioni Cliniche e Screening

La TC è preferibile al test da sforzo in pazienti con sintomi atipici o basso sospetto clinico per una migliore guida terapeutica.

  • Asintomatici: Indicazione di classe 2b/2a per diabetici e soggetti con familiarità precoce.
  • Studi clinici: Vengono citati lo studio SCOT-HEART 2, lo studio Family (Lombardia) e lo studio Frater per la riclassificazione del rischio.

Conclusioni e Prospettive Future

Il follow-up TC non dovrebbe essere ripetuto prima di 1,5-2 anni dall’inizio della terapia per monitorare eventuali modifiche. La sfida futura risiede nella dimostrazione della regressione della placca e nella standardizzazione delle misure volumetriche per valutare l’efficacia dei nuovi farmaci.

Introduction

Dr. Edoardo Conte, Assistant Referral at Galeazzi Sant’Ambrogio Hospital in Milan, discusses the role of Cardiac CT (CCTA) in managing stable Coronary Artery Disease (CAD). The presentation emphasizes clinical practice in guiding pharmacological therapy for both primary and secondary prevention.

Technical Specifications and CT Safety

Modern Cardiac CT is a safe modality requiring specific technological and clinical standards:

  • Contrast Media: Necessary for the exam; the primary risk is allergic reaction, while the impact on renal function is negligible except in severe impairment.
  • Radiation: The dose is minimal, typically under 5 millisieverts.
  • Technology: At least a 64-slice scanner is essential for adequate plaque assessment.

Diagnostic Value: Beyond Luminal Assessment

While CT offers a high negative predictive value for stenoses >50%, its primary added value is the non-invasive characterization of atherosclerosis. It identifies critical information for therapy personalization that is often overlooked in standard reports.

Primary Prevention and Plaque Characterization

CT imaging allows for “anticipatory” secondary prevention by identifying disease in its earliest stages.

  • Risk Phenotypes: Qualitative identification of high-risk plaque features.
  • Morphology: Distinguishing between fibro-fatty (unstable) and calcified plaques.
  • Distribution: Assessment of proximal segment or left main involvement, and whether disease is focal or diffuse.

Guiding Pharmacological Therapy

The presence of subclinical, even non-obstructive, atherosclerosis dictates the aggressiveness of treatment:

  • Primary Prevention: If plaque is present, aspirin and an LDL target < 70 mg/dL are recommended.
  • Secondary Prevention: Patients are already at very high risk; the target LDL should be < 55 mg/dL with extended antiplatelet therapy.
  • Emerging Therapies: Potential role for anti-inflammatory agents (e.g., colchicine) in risk stabilization.

Clinical Indications and Screening

CT is preferred over stress testing in patients with atypical symptoms or low clinical suspicion to better guide therapy.

  • Asymptomatic Patients: Class 2b/2a indication for diabetics and those with early-onset family history.
  • Clinical Trials: Mention of SCOT-HEART 2, the Family study (Lombardy), and the Frater study for risk reclassification.

Conclusions and Future Outlook

Follow-up CT should not be repeated before 1.5-2 years of therapy to monitor changes. Future challenges include proving plaque regression and standardizing volumetric measurements to assess the efficacy of new medications.

Trascrizione

Introduzione del moderatore (00:00:03):

Ho il piacere di introdurre il Dott. Edoardo Conte, aiuto referente del poliambulatorio cardiovascolare presso la cardiologia universitaria dell’Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. Ci parlerà dell’imaging TC nella CAD stabile e di come questa metodica possa guidare la terapia farmacologica di prevenzione primaria e secondaria.

La presentazione non avrà grossi riferimenti a studi o ultime innovazioni su indicazione degli organizzatori; sarà soprattutto una condivisione della mia esperienza clinica e di riflessioni da mettere in pratica già domani mattina” (00:00:31).

Fondamenti della TC Cardiaca e Tecnologia (00:01:17)

La TC cardiaca richiede l’utilizzo di mezzo di contrasto, il cui unico rischio reale è legato alla reazione allergica. L’impatto sulla funzione renale è considerato di fatto nullo, a meno che il paziente non presenti già un’insufficienza renale importante. Per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti, la quantità erogata per una singola TC è trascurabile, attestandosi sotto i 5 millisievert.

È fondamentale che la tecnologia utilizzata sia superiore ai 64 strati per ottenere informazioni adeguate alla valutazione della terapia. Sebbene la TC abbia un elevato valore predittivo negativo per la ricerca di stenosi superiori al 50%, utilizzarla solo per valutare il lume coronarico è estremamente limitativo. Il vero valore aggiunto è la capacità di identificare e caratterizzare l’aterosclerosi coronarica in modo non invasivo.

Prevenzione Primaria e Caratterizzazione della Placca (00:03:14)

Tradizionalmente la prevenzione secondaria inizia dopo l’evento (infarto o rivascolarizzazione), mentre tutto ciò che precede è prevenzione primaria. Grazie alla TC, è possibile anticipare questo confine identificando e caratterizzando nel dettaglio l’aterosclerosi nelle sue fasi più precoci.

La metodica permette di riconoscere diversi fenotipi di placca a diverso rischio:

  • Valutazione qualitativa: Identificazione di placche prevalentemente fibrolipidiche (a maggior rischio) rispetto a quelle calcifiche.
  • Localizzazione: Riconoscimento di patologia che interessa il tronco comune o i tratti prossimali rispetto ai tratti distali.
  • Estensione: Distinzione tra una calcificazione focale su un ramo diagonale e una aterosclerosi diffusa.
Gestione del Paziente con Patologia Non Ostruttiva (00:05:20)

È un errore clinico fermarsi alla constatazione di una stenosi non ostruttiva (es. 30%) e tranquillizzare il paziente definendo la situazione “a posto”. Se la patologia presenta caratteristiche ad alto rischio (estesa, fibrolipidica o prossimale), le linee guida suggeriscono di aggredire il rischio con la terapia medica:

  • Trattamento con terapia antitrombotica (cardioaspirina).
  • Target LDL da portare al di sotto dei 70 mg/dL.
  • Aggressività terapeutica modulata in base alla presenza di patologia subclinica ad alto rischio.

Indicazioni all’Esame: Quando Chiedere la TC? (00:07:57)

La TC cardiaca dovrebbe essere il primo step nel sospetto di coronaropatia, specialmente in presenza di sintomi aspecifici o dolore toracico atipico. Ogni volta che si considera di richiedere un test da sforzo solo per “tranquillizzare” il paziente, sarebbe più opportuno optare per una TC, poiché fornisce informazioni superiori per la guida della terapia farmacologica in prevenzione primaria.

Lo Screening negli Asintomatici: Studi Frater e Family (00:10:13)

Per i pazienti completamente asintomatici, le linee guida offrono indicazioni (classe 2b o 2a) per categorie specifiche come i diabetici o i soggetti con familiarità per coronaropatia. Lo studio Family sta analizzando 200 pazienti asintomatici con familiarità precoce per valutare come la TC possa riclassificare il rischio rispetto alla sola valutazione clinica.

I dati preliminari dello studio Frater mostrano che la familiarità si associa significativamente alla presenza di caratteristiche di placca ad alto rischio, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio come età, diabete o ipertensione.

Prevenzione Secondaria e Follow-up (00:14:24)

In prevenzione secondaria (pazienti già rivascolarizzati o con pregresso infarto), il ruolo della TC nel guidare la terapia farmacologica è più limitato, poiché il rischio del malato è già noto come altissimo. In questi casi, il target LDL deve essere ancora più ambizioso, portando i valori al di sotto dei 55 mg/dL.

Per quanto riguarda il follow-up dopo l’inizio della terapia, il Dott. Conte suggerisce che debbano trascorrere almeno 1,5 – 2 anni prima di ripetere l’esame, prestando attenzione alla dose cumulativa di radiazioni.

Sfide Future e Ricerca (00:17:09)

La sfida per i prossimi 10-15 anni sarà identificare farmaci realmente efficaci nell’indurre una regressione o una modifica della storia naturale dell’aterosclerosi. Ad oggi, i farmaci ipolipemizzanti mostrano riduzioni volumetriche della placca ridotte rispetto al volume totale. È inoltre necessario lavorare sulla standardizzazione delle misure del volume di placca per superare i limiti di ripetibilità della TC.

Moderator’s Introduction (00:00:03):

It is a pleasure to introduce Dr. Edoardo Conte, Assistant Referral of the Cardiovascular Outpatient Clinic at the University Cardiology Department of the Galeazzi Sant’Ambrogio Hospital in Milan. He will discuss Cardiac CT imaging in stable Coronary Artery Disease (CAD) and how it guides pharmacological therapy in both primary and secondary prevention.

“Per the strict instructions of the congress organizers, this presentation will focus on clinical experience and practical reflections rather than extensive references to the latest publications, aiming for insights that can be implemented in clinical practice immediately” (00:00:31).

Technical Foundations of Cardiac CT (00:01:17)

Cardiac Computed Tomography (CT) requires the administration of radiocontrast media. The primary risk associated with the contrast dose is an allergic reaction, as the impact on renal function is negligible unless the patient presents with significant pre-existing renal insufficiency. Regarding ionizing radiation, the dose per single scan is generally considered minimal, typically falling below 5 millisieverts (mSv).

The use of technology with at least 64-slice capability is essential to obtain adequate diagnostic information for therapy guidance. While Cardiac CT has a high Negative Predictive Value (NPV) for detecting coronary stenoses >50%, using it solely for luminal assessment is highly restrictive. Its true value lies in the non-invasive identification and characterization of coronary atherosclerosis.

Primary Prevention and Plaque Characterization (00:03:14)

Traditionally, secondary prevention is initiated following a clinical event, such as a myocardial infarction or revascularization. However, Cardiac CT allows us to shift this boundary by identifying atherosclerosis in its earliest stages.

The methodology enables the recognition of various high-risk atherosclerotic phenotypes:

  • Qualitative Assessment: Differentiation between predominantly fibro-fatty (high-risk) plaques and calcified plaques.
  • Anatomical Distribution: Identification of disease involvement in the left main coronary artery or proximal segments versus distal segments.
  • Extent of Disease: Distinction between focal calcifications and diffuse atherosclerotic involvement.
Management of Non-Obstructive Coronary Artery Disease (00:05:20)

It is a clinical pitfall to dismiss non-obstructive disease (e.g., a 30% stenosis) as “normal” or “stable”. If the atherosclerosis exhibits high-risk features—such as being diffuse, fibro-fatty, or involving proximal segments—aggressive medical therapy is warranted:

  • Initiation of antithrombotic therapy with low-dose aspirin.
  • Targeting LDL-cholesterol (LDL-C) levels below 70 mg/dL.
  • Modulating therapeutic intensity based on the presence of high-risk subclinical disease.

Clinical Indications: When to Request a Cardiac CT? (00:07:57)

Cardiac CT is recommended as the first-line diagnostic step for suspected CAD, particularly in patients with atypical symptoms or non-specific chest pain. Dr. Conte emphasizes that whenever a clinician considers an exercise stress test primarily to “reassure” a patient, a Cardiac CT is preferable, as it provides superior information for guiding primary prevention pharmacological therapy.

Screening Asymptomatic Patients: The Frater and Family Studies (00:10:13)

For asymptomatic individuals, guidelines suggest a Class 2b or 2a indication for specific subgroups, such as diabetic patients or those with a strong family history of premature CAD. The Family Study is currently evaluating 200 asymptomatic patients with early-onset family history to determine how Cardiac CT can reclassify risk compared to standard clinical assessment.

Preliminary data from the Frater Study indicate that a family history of CAD is significantly associated with high-risk plaque features, independent of traditional risk factors like age, diabetes, or hypertension.

Secondary Prevention and Clinical Follow-up (00:14:24)

In the setting of secondary prevention (patients with previous revascularization or myocardial infarction), the role of Cardiac CT in guiding therapy is more limited, as the patient is already classified as very high risk. In these cases, the LDL-C target must be more stringent, aiming for levels below 55 mg/dL.

Regarding clinical follow-up after treatment optimization, Dr. Conte suggests a minimum interval of 1.5 to 2 years before repeating the scan, while remaining mindful of the cumulative radiation dose.

Future Directions and Research (00:17:09)

The challenge for the next decade is to identify pharmacological agents capable of inducing significant plaque regression or altering the natural history of atherosclerosis. Currently, lipid-lowering therapies show only modest reductions in plaque volume compared to the total atheromatous burden. Furthermore, research must focus on the standardization of plaque volume measurements to address current limitations in inter-operator and inter-scan reproducibility.