GESTIRE IL PAZIENTE CRITICO CON L’AUSILIO DEGLI ULTRASUONI
Il progetto formativo, dedicato all’ecocardiografia nella gestione del paziente critico, è articolato in tre livelli progressivi, concepiti per rispondere a bisogni formativi differenti e per accompagnare il partecipante da una competenza introduttiva fino a un utilizzo più avanzato, consapevole e clinicamente orientato delle metodiche di indagine con ultrasuoni nei contesti di emergenza, area critica, UTIC e terapia intensiva.
Il percorso è riservato ai Fellow di Ecocardiochirurgia®. Chi non fosse ancora Fellow può iscriversi gratuitamente attraverso il sito ecocardiochirurgia.it/diventa-fellow/.
ECO NEL PAZIENTE CRITICO — CORSO BASE
È rivolto a un’ampia platea di medici interessati all’impiego degli ultrasuoni nel paziente critico e ha l’obiettivo di fornire una solida preparazione teorica, già orientata sul piano clinico, nell’utilizzo dell’ecografia al letto del paziente critico, prevalentemente rivolta alla diagnostica cardiovascolare e con un richiamo alla POCUS.
Il corso, con lezioni frontali ed esercitazioni su casi clinici, vuole offrire un inquadramento dell’impiego degli ultrasuoni in area critica nella diagnosi delle patologie cardiovascolari acute.
L’obiettivo non è addestrare alla manualità, ma arrivare a capire quando e come usare l’ecocardiografia sul paziente critico.
Pur mantenendo una chiara centralità cardiologica, il corso amplia la prospettiva ad alcuni contesti selezionati di medicina d’urgenza e dell’area critica nei quali l’esame ecografico rappresenta uno strumento di integrazione clinica particolarmente rilevante.
Il Corso Base non ha finalità certificativa né abilita all’esecuzione autonoma dell’esame ecocardiografico nel paziente critico. Al termine del corso il partecipante dovrà essere in grado di:
- riconoscere le principali indicazioni all’uso dell’ecografia nel paziente critico;
- comprendere i principali pattern ecocardiografici nelle urgenze cardiovascolari;
- integrare i dati ecocardiografici con quadro clinico, emodinamica e laboratorio;
- distinguere quando è sufficiente un approccio focused e quando è necessario un esame completo;
- comprendere limiti, rischi e indicazioni dell’approccio transesofageo.
Il filo conduttore del percorso non è l’ecografia come esame isolato, ma l’ecografia come strumento decisionale integrato nel ragionamento clinico del paziente instabile.
A questo corso si affiancheranno due successivi percorsi formativi, a prevalente contenuto pratico, che si svolgeranno in corsia.
ECO TRANSTORACICO NEL PAZIENTE CRITICO
L’accesso al corso pratico TTE sarà subordinato alla disponibilità dei posti e alla valutazione del profilo professionale del partecipante, in modo da garantire coerenza tra obiettivi formativi, setting clinico e livello di esperienza tra i partecipanti.
Il secondo step, dedicato all’ecocardiografia transtoracica, è a numero chiuso: 9 partecipanti per edizione, con rapporto discente/tutor di 3:1.
Il percorso pratico prevede attività in Rianimazione Generale, Pronto Soccorso e Cardiologia, con momenti di sintesi in auletta al mattino, alla sera e, se necessario, durante la giornata.
Costituisce il logico e necessario approfondimento nell’uso dell’ecocardiografia transtoracica per colleghi operanti sul paziente critico: UTIC, rianimazione ed emergenza-urgenza.
Il percorso avrà come tutor il direttore del Corso e i suoi delegati e si terrà prevalentemente in corsia.
L’obiettivo è migliorare la tecnica di acquisizione delle finestre, riconoscere i pattern essenziali, valutare le immagini e inserirle nel contesto clinico del paziente critico.
ECO TRANSTORACICO / TRANSESOFAGEO NEL PAZIENTE CRITICO
L’accesso al corso pratico TEE sarà subordinato alla disponibilità dei posti e alla valutazione del profilo professionale del partecipante, in modo da garantire coerenza tra obiettivi formativi, setting clinico e livello di esperienza tra i partecipanti.
L’ultimo step del percorso, che introduce l’ecocardiografia transesofagea, è limitato a 4 partecipanti per edizione, con rapporto discente/tutor di 2:1. È rivolto ai colleghi operanti in area critica — UTIC, rianimazione ed emergenza-urgenza — e sarà organizzato in una Rianimazione generale.
Costituisce l’apice del percorso e si prefigge di avviare il partecipante all’utilizzo corretto, sicuro e clinicamente appropriato dell’ecocardiografia transesofagea nel paziente critico, sotto supervisione esperta.
Il percorso si terrà in corsia e in sala operatoria, con momenti di sintesi in auletta al mattino, alla sera e, se necessario, durante la giornata.
Sul versante pratico verranno affrontati:
- indicazioni corrette all’esecuzione di un ecocardiogramma TEE nel paziente critico;
- introduzione della sonda in esofago, limiti e possibili complicanze;
- acquisizione delle sezioni ecocardiografiche per via TEE;
- studio della funzione ventricolare sinistra e destra;
- valutazione del precarico e della dinamica cardiocircolatoria;
- monitoraggio seriale e impatto terapeutico dei farmaci.
Sul versante teorico-pratico verranno riviste le condizioni che possono determinare l’indicazione al TEE: patologia valvolare acuta, disfunzione ventricolare sinistra o destra, tamponamento, sospetta embolia polmonare, sepsi ed endocardite, ARDS, ipotensione e shock.
QUOTE DI ISCRIZIONE (IVA 22% inclusa)
| Percorso | Quota |
|---|---|
| Corso Base | 290 € |
| Eco Transtoracico (TTE) | 1.150 € |
| Eco Transesofageo (TEE) | 2.700 € |
| Sola parte pratica (TTE + TEE) | 3.100 € |
| Intero percorso | 3.300 € |
PROGRAMMA DEL CORSO BASE
26 e 27 novembre 2026
PRIMO GIORNO
| 10:00–10:30 | Antonio Mantero: Ecocardiochirurgia, chi siamo e cosa vogliamo realizzare. Emanuele Catena: Introduzione al corso. |
| 10:30–11:00 | ESERCITAZIONE CON CASI CLINICI |
ECO TRANSTORACICO E TRANSESOFAGEO NEL PAZIENTE CRITICO: I FONDAMENTALI | |
| 11:00–11:20 | Un veloce ripasso dei fondamentali: principali proiezioni, anatomia ecocardiografica. Corrispondenze e differenze fra approccio transtoracico e transesofageo. |
| 11:20–11:40 | L’apparecchio ecocardiografico e le sonde. Inserimento della sonda TE, possibili complicanze, controindicazioni all’esame e gestione della sonda dopo l’utilizzo. |
| 11:40–12:10 | La funzione sistolica del ventricolo sinistro. |
| 12:10–12:40 | Il riempimento ventricolare sinistro. Lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione normale. |
| 12:40 | Discussione |
| 13:00 | Pausa pranzo |
| 14:00–14:30 | ESERCITAZIONE CON CASI CLINICI |
| 14:30–15:00 | Come si valuta la funzione del ventricolo destro con TT e TE. Esempi clinici. |
| 15:00–15:40 | La tecnica del “Quick look” nel paziente critico: quando l’approccio focused, quando l’esame completo. Sapere cosa cercare, scegliere cosa misurare e come misurarlo. |
| 15:40 | Discussione |
| 16:10 | Pausa caffè |
PAZIENTE CRITICO IN PRONTO SOCCORSO: QUANDO ABBIAMO POCHISSIMO TEMPO DISPONIBILE | |
| 16:30–16:50 | Point-of-Care Ultrasound (POCUS). Valutazione del paziente febbrile. |
| 16:50–17:10 | Point-of-Care Ultrasound (POCUS). Valutazione del paziente con dolore toracico. |
| 17:10–17:30 | Eco durante rianimazione cardiopolmonare. |
| 17:30 | Discussione e take home messages. |
| 18:00 | Conclusione della prima giornata. |
SECONDO GIORNO
| 08:50 | Domande sul programma del primo giorno. |
| 09:00–09:30 | ESERCITAZIONE CON CASI CLINICI |
PAZIENTE CRITICO CON DISPNEA ACUTA | |
| 09:30–09:50 | Valvulopatia mitralica. L’apparato valvolare mitralico e i principali quadri patologici di interesse clinico nel paziente critico. |
| 09:50–10:10 | Valvulopatia aortica. L’apparato valvolare aortico e i principali quadri patologici di interesse clinico nel paziente critico. |
| 10:10–10:30 | Versamento pericardico e tamponamento: riconoscimento ecocardiografico e implicazioni cliniche. |
| 10:30–10:50 | POCUS nel paziente con dispnea in Pronto Soccorso. |
| 10:50 | Discussione |
| 11:10 | Pausa caffè |
NEL PAZIENTE CRITICO: DA SOSPETTARE SEMPRE — ENDOCARDITE, MIOCARDITE, CARDIOPATIA SETTICA, DISSECAZIONE ACUTA DELL’AORTA | |
| 11:30–11:50 | L’endocardite infettiva: quando l’ecocardiografia cambia il sospetto clinico e la gestione. |
| 11:50–12:10 | Sepsi e sofferenza cardiaca. Il ruolo dell’interstizio miocardico. |
| 12:10–12:30 | La dissecazione aortica in Pronto Soccorso. Quando sospettarla e quale ruolo può avere l’ecocardiografia nel primo orientamento diagnostico. |
| 12:30–12:50 | La miocardite fulminante. |
| 13:00 | Discussione |
| 13:20 | Pausa pranzo |
| 14:30–15:00 | ESERCITAZIONE CON CASI CLINICI |
IL PAZIENTE IN SHOCK: DALLA FISIOPATOLOGIA ALLA GESTIONE CLINICA | |
| 15:00–15:30 | Le cause cardiologiche dello shock: come riconoscerle con l’ecocardiografia. |
| 15:30–16:00 | Point-of-Care Ultrasound (POCUS) nella diagnosi differenziale dello shock: come può modificare rapidamente il ragionamento clinico. Integrazione cuore-polmone-vena cava e risposta ai fluidi. |
| 16:00–16:30 | Monitoraggio emodinamico ed ecocardiografia in ICU: coppia unita o separati in casa? |
| 16:30–17:00 | Portata cardiaca e frazione di eiezione: limiti fisiopatologici. Concetto di performance cardiaca. |
| 17:10 | Discussione |
| 17:30 | Take home message e conclusione del corso. |